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Le Rubriche: in Viaggio TUTTOTURISMO |
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Nel cuore di Parma alla scoperta del Palazzo Ducale
15 giu 2005
Parma
Nel cuore di Parma, a pochi passi da Piazza Garibaldi, sincontra
il simbolo della città e uno dei più affascinanti monumenti
dellarte italiana: il Palazzo Ducale, che attualmente ospita il Comando
provinciale dei Carabinieri e diventerà la sede di rappresentanza
dellAuthority Alimentare Europea.
Limponente bellezza delledificio non è che un preludio del fascino degli interni e del suggestivo giardino che lo attornia, e nellinsieme si può semplicemente affermare che si tratta di un luogo da visitare a patto che gli si possa dedicare il tempo necessario per apprezzarne tutti i particolari.
Prima di entrarvi è interessante scoprire, seppur per sommi capi, la storia che ha portato il Palazzo alla sua attuale immagine e magari tentare di ricostruire, con laiuto della fantasia, le sue vesti originali. Infatti, dal 1561, quando fu fatta edificare da Ottavio Farnese, la residenza ducale è stata modificata e rivisitata svariate volte.
Firmato Vignola
La costruzione iniziale portava la firma del Vignola e vantava una grande scala doppia con grotta centrale che ornava lingresso, eliminata nel corso del 700 da Ennemond Petitot per dare alla costruzione un aspetto più classicheggiante. Un altro particolare che non può essere ammirato dal visitatore odierno, e della cui esistenza peraltro non si ha la certezza assoluta, è costituito dalla monumentale fontana opera di Giovanni Boscoli da Montepulciano, che nel 500 presumibilmente occupava il cortile, adorna di statue e di un ponte per laccesso al Palazzo.
Ulteriori interventi di carattere architettonico furono attuati da Nicolò Bettòli nei primi decenni dell800, per conto della Duchessa Maria Luigia. Dall800 ad oggi il Palazzo, col suo caratteristico giallo Parma, non ha subito sostanziali modifiche, anche se è stato seriamente danneggiato durante il secondo conflitto mondiale.
Mirabili affreschi
Anche le opere delle sale interne hanno visto alternarsi numerosi artisti. La decorazione pittorica risale alla seconda metà del secolo XVI e a buona parte di quello successivo. Gli affreschi migliori sono ancora leggibili: nellala est ne sono autori, per quanto riguarda la Sala dellAriosto, Girolamo Mirola (morto nel 1570); per la Sala dellAetas Felicior, nel 1572, Jacopo Zanguidi detto Il Bertoja (1544-1574) con il Mirola; per la Sala degli Amori, dal 1601, Agostino Carracci (1557-1602); per la Sala di Erminia, negli anni attorno al 1627, Alessandro Tiarini (1577-1668), mentre intorno al 1680 Carlo Cignani (1628-1719) terminava la Sala del Carracci con scene mitologiche.
Per quanto riguarda lala ovest, attorno al Seicento nella Sala delle leggende Gian Battista Trotti, detto Il Malosso (1555-1619) decorava Il Trionfo di Bacco, Il Sacrificio di Alcesti, Circe e i compagni di Ulisse; nella stessa si trovano anche due paesaggi ascritti a Jan Sons (1533-1611). Risale invece alla metà del XVIII secolo la volta decorata con 204 figure di volatili in stucco ad altorilievo, opera di Benigno Bossi (1727-1792/97).
Nella Sala del Bacio...
Non è necessario fare un eccessivo sforzo dimmaginazione per ricreare gli antichi momenti di svago che dovevano animare la Sala dellAetas Felicior, detta anche del Bacio, dove lungo il cornicione si legge la massima Trahetas sua quemquae voluptas (Ognuno è schiavo del proprio piacere). Qui Girolamo Mirola e il Bertoja vollero rappresentare il mito di Venere e Amore e letà felice. Labbraccio di Venere e del figlio Cupido vorrebbe infatti evocare la splendida età delloro, mitico periodo in cui gli uomini vivevano felici in una dimensione fuori dal tempo. Venere e Cupido possono abbracciarsi senza temere lo sguardo di Saturno che, recando la falce, li osserva.
... e nella Sala dellAriosto
Uno dei luoghi più suggestivi del palazzo è rappresentato dalla Sala dellAriosto, così chiamata per la decorazione ad affresco del Mirola, nella quale sono raffigurati episodi tratti dallOrlando Furioso di Ludovico Ariosto. Sebbene siano state per tanta parte oggetto di restauro, le scene conservano il loro antico fascino, nella fantasmagorica scelta dei colori così come nello straordinario intreccio narrativo che si dipana con sorprendente continuità sino alla volta con un voluto effetto di avvitamento dello spazio figurato.
Per saperne di più:
Orari: dal lunedì al sabato, 9.30-12.00
Info: 0521.282868
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