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Curare le allergie con le medicine non convenzionali
12 apr 2004
Torino Il risveglio della natura, il sole, le prime gite al mare e in campagna. Questo è quanto tutti amano della primavera. Per molti, però, la stagione che prelude allarrivo delle vacanze è un incubo. Si tratta delle numerose persone che soffrono di patologie allergiche e respiratorie, che sono molto diffuse nella popolazione e tendono a presentarsi con particolare irruenza soprattutto in primavera.
Largomento è stato trattato durante il convegno Agopuntura e Medicine non Convenzionali nelle patologie allergiche e respiratorie, tenutosi lo scorso 3 aprile a Torino. Liniziativa, organizzata dallAmiar (Associazione Medica per lInsegnamento dellAgopuntura e delle Riflessoterapie), ha attratto non solo gli addetti ai lavori ma anche un numeroso ed eterogeneo pubblico. E un successo che può essere interpretato attraverso due chiavi di lettura: il crescente interesse per le cosiddette medicine alternative e il continuo aumento di soggetti affetti da queste patologie.
Le malattie allergiche e respiratorie, infatti, colpiscono persone di tutte le fasce detà e segnano un incremento rilevante. Ma quali sono le cause? Linquinamento ambientale e il crescente utilizzo di additivi alimentari hanno sicuramente giocato un ruolo di primo piano nella diffusione di queste affezioni (che comunque erano già presenti nellantichità). Secondo dati recenti le affezioni più diffuse sono la rinite allergica, per il 26%, e la congiuntivite e lasma, per il 15%, mentre la maggior parte di chi soffre di queste patologie risulta essere allergico alle graminacee (38%) e agli acari della polvere (18%).
Le terapie della medicina convenzionale si avvalgono di farmaci efficaci, ma spesso dotati di importanti effetti collaterali e di notevoli interazioni con altri principi attivi. Analoghe criticità interessano anche la vaccinoterapia. Ecco perché molti hanno scelto di curarsi con le medicine non convenzionali. Lutilizzo di agopuntura, omeopatia, fitoterapia, ayurveda etc, come dimostrano numerose sperimentazioni scientifiche, spesso si rivela efficace senza però presentare gli effetti collaterali, le interazioni e gli elevati costi delle terapie farmacologiche.
«Le medicine non convenzionali» afferma Piero Ettore Quirico, segretario nazionale Fisa (Federazione Italiana Società Agopuntura) e organizzatore del convegno «possono essere utilizzate quando lallergia è già insorta, ma la cosa migliore sarebbe fare della prevenzione. Ad esempio, in agopuntura si può intervenire con due cicli di sedute in autunno ed un altro poco prima dellinsorgenza dei sintomi, ossia a febbraio o marzo anche secondo la pianta o il polline cui la persona è allergica. Lagopuntura offre buoni risultati soprattutto nelle oculoriniti dellasma allergica da polline».
Durante i lavori dellincontro sono emerse varie posizioni rispetto ai classici farmaci. Tra le più dure, quella del medico fitoterapeuta Maurizio Grandi: «I farmaci sono la terza causa di morte in America e in Francia, ma inspiegabilmente sono le piante ad essere demonizzate. Non possiamo dire che queste ultime non abbiano assolutamente effetti collaterali, anche perché per essere efficaci terapeuticamente devono comunque avere una sorta di tossicità
ma non ha nulla a che vedere con quella dei farmaci.
La demonizzazione delle piante da parte della comunità farmaceutica ha delle motivazioni che sono tutto fuorché scientifiche. Teniamo conto che le erbe sono la terza cura utilizzata nel mondo, dopo la preghiera e il brodo di pollo. I farmaci si trovano in quarta posizione. Perché la fitoterapia deve andare genuflettendosi a chiedere al farmaco di poter patteggiare il quarto posto quando si trova al terzo?»
Si è parlato, inoltre, della carenza italiana dinterventi legislativi tesi a regolamentare il settore. Afferma il dottor Quirico: «Labrogazione della Legge n. 25 della Regione Piemonte, che prevedeva la creazione di nuove figure di operatori di medicine non convenzionali, ha protetto i cittadini da interessi di parte, che avrebbero dequalificato il settore. In Occidente, nfatti, la pratica delle Discipline non Convenzionali richiede una formazione diagnostica e clinica completa e moderna, che è garantita solamente dalla laurea in Medicina e dalla formazione scientifica. E però rimasto un grosso vuoto legislativo, che si auspica sia colmato da unadeguata legge nazionale».
A questo proposito, ha partecipato ai lavori del convegno lonorevole Lucchese, che ha illustrato i contenuti e lo stato davanzamento parlamentare della Proposta di Legge di cui è relatore.
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