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LA NOSTRA SALUTE

Osteoporosi, il killer silenzioso
4 feb 2004

caduceo.jpgTorino - Alcuni dati della letteratura scientifica riportano che una donna su tre, di età compresa fra i 60 e i 70 anni, soffre di osteoporosi. E’ una malattia che tende ad avere una connotazione femminile, benché gli uomini non ne siano per nulla immuni. Ma, soprattutto, è una patologia che pochi conoscono e quindi spesso è trascurata anche da chi ne soffre.

Data la sua diffusione, però, sarebbe necessaria un’informazione più capillare, riferita soprattutto alla prevenzione. Per saperne di più abbiamo intervistato il professor Giancarlo Isaia, docente della Facoltà di Medicina del capoluogo piemontese e responsabile dell’Unità Operativa di “Medicina — Malattie metaboliche dell’osso” dell’Ospedale San Giovanni Battista di Torino.

L’osteoporosi è una patologia che interessa solo le donne?
Interessa prevalentemente le donne, ma non disdegna gli uomini. Il rapporto è di circa 6 a 1, ma probabilmente si tratta di una sottostima, perché c’è una quota sommersa di uomini che hanno l’osteoporosi e non lo sanno.

Nel caso delle donne, queste sono colpite solo a partire dalla menopausa?
Fondamentalmente esistono due tipi di osteoporosi, quella primitiva che deriva dalla carenza estrogenica ed è tipica della menopausa, e quella secondaria, che è conseguente ad altri fattori: come malattie della tiroide o dell’intestino, assunzione di taluni tipi di farmaci (ad esempio il cortisone)... Quest’ultima tipologia interessa in eguale percentuale sia uomini sia donne, di qualsiasi età.

Quali sono i “campanelli d’allarme” tipici dell’osteoporosi?
Non ci sono campanelli d’allarme, e infatti l’osteoporosi è comunemente definita il “killer silenzioso”: la frattura ossea non è, come si potrebbe pensare, un campanello d’allarme, bensì una complicanza della patologia.

Come si può prevenire l’osteoporosi? E da che età sarebbe consigliabile iniziare la prevenzione?
In assenza di fattori di rischio non è il caso che una donna, non in età da menopausa, affronti esami diagnostici come la densitometria ossea. A dire il vero non è neanche accettabile che lo facciano tutte le donne in menopausa. Ma la prevenzione, che ovviamente deve essere effettuata dalle donne in menopausa, può essere fatta anche prima. Ad esempio ponendo attenzione all’alimentazione: già in età molto giovane è bene inserire nella propria dieta i latticini, cioè alimenti ricchi di calcio.

In questo senso, però, bisogna considerare che è sempre più diffusa l’intolleranza ai latticini. Chi ha questo problema come può ovviare alla carenza di calcio?
Se una donna, indipendentemente dall’età, è intollerante al latte, o semplicemente ha il colesterolo alto, è consigliabile assumere sali di calcio oppure bere acque minerali ricche di calcio. Purtroppo non ci sono molti alimenti che possano sostituire il latte e i suoi derivati, perché il calcio è presente nel prezzemolo e nelle mandorle che, tuttavia, non possono essere assunti in quantità elevate.

Prima ha parlato di fattori di rischio. Quali sono?
Il fumo... le fumatrici sono certamente a rischio. Così come le persone magre, quelle che conducono una vita sedentaria e chi non mangia mai latte e formaggio.

La vita sedentaria, quindi, è un fattore di rischio. Ci sono attività sportive più indicate per prevenire l’osteoporosi?
Sono molto efficaci le attività fisiche e gli sport di “terra”, quindi la corsa, la bicicletta (o la cyclette), il golf. Ma anche una semplice passeggiata fa bene e soprattutto è adatta a tutti, a prescindere dall’età e dalle condizioni fisiche generali.
E non dimentichiamo che il sole è un grande alleato delle nostre ossa e costituisce una buona prevenzione per l’osteoporosi, anche perché attiva la vitamina D, che assieme al calcio costituisce un nemico di questa patologia.

E’ vero che i disturbi alimentari, di cui oggi soffrono numerose ragazze, sono un veicolo dell’osteoporosi?
L’anoressia certamente sì, anche perché comporta l’amenorrea [assenza di mestruazioni, ndr] e quindi la carenza estrogenica. E’ un fattore decisamente pericoloso.

Come si cura l’osteoporosi?
Innanzi tutto con quella che non è neanche una cura, ma un provvedimento di carattere igienico-alimentare: mangiare quantità sufficienti di calcio. Tutti quanti, uomini e donne, dobbiamo “portare a casa” almeno un grammo di calcio ogni giorno (ed è tanto... consideriamo che un litro di latte ne contiene poco di più). Questo va bene anche per chi non è osteoporotico. Per gli osteoporotici, in ogni modo, esistono farmaci efficaci.

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