La scimmia nuda e il darwinismo a Torino - Fino al 10 gennaio 2010 il Museo Regionale di Scienze Naturali (Via Giolitti 36) ospita una mostra dal titolo La scimmia nuda, a cura del Museo stesso in collaborazione con il Museo Tridentino di Scienze Naturali, il Museo Friulano di Storia Naturale e il Museo di Anatomia Umana dell'Università degli Studi di Torino.
In occasione delle celebrazioni del bicentenario della nascita di Darwin e del 150° anniversario della pubblicazione della sua celebre opera su LOrigine delle specie, a Torino questa mostra riveste un significato particolare perché è proprio nel capoluogo del Piemonte che avvenne il primo pronunciamento italiano a favore delle idee di Darwin.
La sera dell11 gennaio 1864, infatti, lo zoologo Filippo De Filippi tenne una lezione pubblica su Luomo e le scimmie affrontando direttamente lo spinoso problema dellorigine dell'uomo. Da allora, per decenni, Torino diventò il principale centro di diffusione del darwinismo in Italia.
Lesposizione, suddivisa in sei sezioni, propone un emozionante viaggio lungo il cammino evolutivo delluomo in un dialogo stretto tra cultura umanistica e scientifica, che mette in relazione antropologia, archeologia, paleontologia, zoologia, genetica e arte. Un percorso in cui ai reperti archeologici e antropologici rari si affiancano opere e installazioni darte, come la curiosa The Human Race Machine di Nancy Bruston.
La mostra è introdotta da una sezione originale dedicata al Darwinismo a Torino, dove viene evidenziato il ruolo di primo piano nel campo dellevoluzionismo avuto dalla scuola zoologica torinese.
Caratterizzano lesposizione due grandi nuclei tematici: LAnimale Uomo concerne luomo in quanto essere naturale, evidenziando quelle che sono le somiglianze anatomiche, genetiche e culturali tra noi e gli scimpanzé (a quanto pare tutto quanto - comportamenti, sentimenti, sessualità - è collegato a quel 98% di geni che, secondo la scienza, ancora ci accomuna alle scimmie).
La seconda sezione, Lunicità delluomo, analizza criticamente il successo biologico della nostra specie, presenta le caratteristiche che ci distinguono dagli animali (come il pensiero simbolico, il linguaggio, larte, la spiritualità, i caratteri biologici, genetici, culturali) ponendo particolare attenzione allagricoltura nonché agli atteggiamenti ed al ruolo nei confronti del mondo naturale che ci circonda.
Questa parte della mostra, insomma, si occupa delle manifestazioni legate al restante 2% dei nostri geni. Quello che, secondo il titolo di una sezione del percorso espositivo, avrebbe permesso alluomo di passare «dai versi degli scimpanzé ai sonetti di Leopardi».
Orario: 10-19, chiuso martedì
Info: tel. 011-4326354 o NV 800-329329
Biglietto: 5,00 euro intero; 2,50 euro ridotto
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a cura di Rita Rutigliano