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Le Rubriche: in Natura

NATURALMENTE...

Nuovi ospiti all’Acquario di Genova
25 set 2002

Genova - Nuovi ospiti per l’Acquario più grande d’Europa ed uno dei più importanti del mondo (circa 10.000 mq la superficie espositiva): per l’estate la struttura genovese si è arricchita di due squali zebra, dieci barracuda e una piccola tartaruga Chelonia mydas qui battezzata con il nome di “Cuba”.
Nuove specie, dunque, e nuove ottime ragioni per offrirsi la prima o l’ennesima visita che consente un viaggio sempre più entusiasmante attraverso le meraviglie della biodiversità.

Nel 2002 l’Acquario festeggia i suoi primi dieci anni di apertura, caratterizzati da «un forte impegno nel sensibilizzare il grande pubblico alla conservazione e alla gestione responsabile degli ambienti acquatici». Dal punto di vista espositivo questa missione si è tradotta nella riproduzione il più fedele e completa possibile dei diversi ecosistemi del mondo, in modo che i visitatori possano approfondirne adeguatamente la conoscenza.

Il messaggio educativo che l’Acquario si propone di trasmettere, attraverso la serie di iniziative che sforna in continuazione, non è che «un primo passo per costruire un rapporto armonioso e responsabile con l’ambiente naturale».
In quest’ottica si colloca anche l’arrivo dei nuovi ospiti, che vi presentiamo brevemente prima di invitarvi ad andare a conoscerli più da vicino (ma non troppo…).

Squalo Zebra (Stegostoma fasciatum)
Molto comune sulle Barriere Coralline dell’Oceano Indiano e dell’Oceano Pacifico, il recente inquilino della vasca degli squali (ricca di un’incredibile varietà di questi animali) può superare i tre metri e mezzo di lunghezza. Il nome, che lo identifica senza possibilità di equivoco, è dovuto alle striature gialle su corpo scuro che caratterizzano gli individui più giovani rendendo l’aspetto cromatico di questa specie assai simile al manto di una zebra (gli individui adulti presentano, invece, una livrea maculata).

Il comportamento dello Stegostoma fasciatum è ancora un mistero: durante il giorno rimane pressoché inattivo (sostenendosi con le pinne pettorali sulla sabbia, si posiziona controcorrente per filtrare l’aria che gli è necessaria per respirare), mentre nelle ore notturne si dedica alla caccia delle sue prede preferite, molluschi e crostacei.

Barracuda (Sphyraena barracuda)
“Kaku” per le popolazioni hawaiane, “luccio di mare” all’interno dei nostri confini, il barracuda è un pesce predatore caratteristico delle acque temperate e tropicali. Caratterizzato dalla forma allungata e dal muso appuntito, con la mascella inferiore prominente, ha una colorazione grigio-bluastra e può misurare fino a due metri. E’ anche dotato di denti allungati e appuntiti, che gli conferiscono un aspetto minaccioso.

Nonostante la cattiva fama, i barracuda non attaccano l’uomo. Gli sporadici incidenti occorsi a bagnanti sono spesso dovuti a provocazioni o a comportamenti scorretti dell’uomo stesso… anche se è nota la passione di questa specie per il luccichio dei gioielli!

Gli esemplari giunti all’Acquario di Genova appartengono alla specie Sphyraena barracuda e sono stati collocati nella vasca della Barriera Corallina del Mar dei Caraibi, nelle cui acque abitualmente vivono.

Cuba, la tartaruga verde (Chelonia mydas)
La Chelonia mydas (o tartaruga verde) che ha preso a nuotare nella vasca della Laguna Malgascia, diventando la beniamina dei bambini, racconta una storia appassionante. Il 17 aprile 2000 Claudia Gili, veterinaria dell’Acquario di Genova, trovò la piccola tartaruga all’interno di uno scatolone indirizzato alla struttura di Ponte Spinola. Soltanto una breve lettera ne rivelava la data di nascita, agosto 1996, e la provenienza, l’isola di Cuba.

Trasportata illegalmente in Italia da ignoti e successivamente abbandonata, la Chelonia mydas approdò quindi all’Acquario di Genova dove fu accudita con sollecitudine dallo staff di biologi e dalla veterinaria. Seguì una lunga vertenza per l’affidamento dell’esemplare, che ebbe termine lo scorso 24 aprile con la consegna definitiva della tartaruga all’Acquario.

La Chelonia mydas, che vive prevalentemente nelle acque degli Oceani Pacifico e Indiano (ma è presente in tutti i mari), può pesare fino a 300 kg e il suo carapace può raggiungere i 150 cm. di lunghezza. Unica tartaruga marina erbivora, anche se i cuccioli sono prevalentemente carnivori, è una specie molto minacciata a causa di comportamenti inopportuni dell’uomo: nei Paesi di provenienza è oggetto di una caccia indiscriminata da parte delle popolazioni locali, che ne utilizzano il carapace per costruire monili e uova e carni per scopi alimentari.

Molti stati hanno cercato di porre rimedio alla situazione, critica, disincentivando la caccia e impiegando gli stessi bracconieri in una “task force” di salvaguardia degli esemplari. Tuttavia la mancanza generalizzata di un’adeguata coscienza ambientale provoca, nei Paesi più poveri, danni spesso irreparabili. A ciò si aggiungono i comportamenti incauti dei turisti, che raccolgono i piccoli di Chelonia mydas nel momento successivo alla schiusa delle uova e li trasportano altrove, senza poter garantire loro le adatte condizioni di sopravvivenza.

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Rita Rutigliano


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