Un
accordo per lArchivio Ilva di Genova - Ilva S.p.A. e la Fondazione
Ansaldo hanno siglato il 10 luglio 2008 un accordo per la tutela e la valorizzazione
dellarchivio Ilva, uno dei più importanti patrimoni della storia
industriale italiana: dichiarato di notevole interesse storico dal Ministero
per i Beni Culturali con una serie di provvedimenti emanati tra il 1985
ed il 2006, è costituito da 7.000 faldoni, 80.000 fotografie e oltre
1.000 pellicole cinematografiche.
La comunità scientifica ha sempre guardato con attenzione - per «le opportunità che offre in termini di analisi storica, economica e sociologica» - a tale complesso archivistico che ora, affidato alla Fondazione Ansaldo, diventerà la base anche di «unazione culturale e divulgativa sul ruolo dellimpresa siderurgica nella storia del nostro Paese».
Nellarchivio Ilva, infatti, sono documentate, a partire dalla seconda metà dell800, le complesse vicende societarie, organizzative e produttive delle aziende che sono confluite nel comparto siderurgico pubblico.
Vicende,
dunque, di imprese che hanno concorso da protagoniste allo sviluppo industriale
del nostro Paese. Dai colossi genovesi Ilva Altiforni e Acciaierie dItalia
(1899-1959), Italsider SpA (1961-1986) e Ilva SpA (1989-1993) a società,
sempre appartenenti al sistema produttivo genovese, come Acciaierie e Ferriere
Nazionali (1926-1954), Ansaldo Cogne (1923-1935), Ansaldo Coke (1927-1969),
Cornigliano SpA (1948-1961), Elba Società Anonima di Miniere e di
Alti Forni (1899-1931), Istituto Case per Lavoratori dellIndustria
Siderurgica (1956-1977), Istituto Industriale Ligure (1928-1969), S.A. Ferriere
di Voltri (1899-1930), Società Immobiliare Borgo (1939-1966), S.I.A.C.
(1934 - 1968), Società Meridionale Azoto (1940-1966).
Completano
larchivio unaltra trentina dimprese, non solo siderurgiche
e sparse per il territorio nazionale: ad esempio le società UNES
di Roma (1905-1969) o S.A.D.E.A di Torino (1932-1982) attive nella produzione
e distribuzione di energia elettrica, la Società Ferrovie Marchigiane
(1922-1969) o lImpresa Sebina di Navigazione (1932-1970) impegnata
nel servizio trasporti sul lago dIseo.
«Custodiamo da tempo larchivio Ilva e altri fondi correlati» - ha spiegato Luigi Giraldi, Presidente della Fondazione Ansaldo - «ma solo oggi, con il trasferimento della sua proprietà dalla Fondazione IRI alla Fondazione Ansaldo, si può avviare una concreta azione di salvaguardia, riordino e valorizzazione».
Lingegner Emilio Riva, presidente della ILVA SpA, ha auspicato che «iniziative culturali come questa possano anche contribuire a valorizzare limpresa e, più in generale, il mondo del lavoro. Nel nostro Paese, infatti, occorre più cultura imprenditoriale ed economica. Occorre prendere maggiore coscienza che lo sviluppo economico non rappresenta una sorta di corpo estraneo alla crescita civile e culturale di una società, ma ne è una componente e una premessa essenziale».
Con laccordo firmato da Ilva SpA e Fondazione Ansaldo prende avvio una campagna, sotto legida della Soprintendenza Archivistica per la Liguria, mirata alla tutela delle «corpose, ma fragili e deteriorabili» raccolte fotografiche e cinematografiche che, ove necessario, saranno restaurate e duplicate in digitale.
«Sono
raccolte preziose» - osserva Alessandro Lombardo, direttore della
Fondazione Ansaldo: «vi sono servizi fotografici di Gabriele Basilico,
Mimmo Castellano, Federico e Aldo Patellani, Santo Piano e film di grande
valore quali il ciclopico Col ferro e col fuoco di Ceccarius
del 1926 o Luomo, il fuoco, il ferro di Kurt Blum e Eugenio
Carmi, vincitore di vari riconoscimenti al festival di Venezia del 1960,
in cui il lavoro siderurgico diventa arte e trionfo del colore».
Costituita nel 2000, la Fondazione Ansaldo mette a disposizione della comunità 15 km di documenti societari, contabili, amministrativi e tecnici prodotti dalla metà del secolo XIX da imprese industriali riconducibili, soprattutto, ai gruppi Ansaldo, Bombrini, Bruzzo, Costa, Dufour, Fincantieri, Finmare, Finmeccanica, Gaslini, Ilva, Perrone ed altri soggetti economici quali Borsa Valori di Genova o Banco di Chiavari e della Riviera Ligure.
Presso la Fondazione sono inoltre conservate sia circa 300.000 fotografie originali in negativo e a stampa, che offrono una panoramica di molteplici attività imprenditoriali e lavorative, sia 4.000 pellicole originali, che documentano sui più diversi aspetti della vita economica italiana del Novecento. Il crescente patrimonio archivistico-documentale della Fondazione è inoltre arricchito da cospicue raccolte di testimonianze orali, pubblicazioni periodiche, titoli azionari, disegni tecnici e manufatti depoca.
Nel web e nei nostri archivi:
a cura di Rita Rutigliano