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Le Rubriche: in Libreria

TACCUINO

29 novembre 2008

Taccuino
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I dati relativi ad iniziative e manifestazioni eventualmente segnalate in queste pagine possono aver subito modifiche, di cui non siamo venuti a conoscenza, che impegnano unicamente gli organizzatori.
Ricordiamo inoltre che iniziative riguardanti Torino e il Piemonte possono trovarsi anche in rubriche comprese in altre sezioni della rivista e in particolare nelle pagine della sezione dedicata alla regione subalpina.


Un accordo per l’Archivio Ilva di Genova - Ilva S.p.A. e la Fondazione Ansaldo hanno siglato il 10 luglio 2008 un accordo per la tutela e la valorizzazione dell’archivio Ilva, uno dei più importanti patrimoni della storia industriale italiana: dichiarato di notevole interesse storico dal Ministero per i Beni Culturali con una serie di provvedimenti emanati tra il 1985 ed il 2006, è costituito da 7.000 faldoni, 80.000 fotografie e oltre 1.000 pellicole cinematografiche.

La comunità scientifica ha sempre guardato con attenzione - per «le opportunità che offre in termini di analisi storica, economica e sociologica» - a tale complesso archivistico che ora, affidato alla Fondazione Ansaldo, diventerà la base anche di «un’azione culturale e divulgativa sul ruolo dell’impresa siderurgica nella storia del nostro Paese».

Nell’archivio Ilva, infatti, sono documentate, a partire dalla seconda metà dell’800, le complesse vicende societarie, organizzative e produttive delle aziende che sono confluite nel comparto siderurgico pubblico.

Vicende, dunque, di imprese che hanno concorso da protagoniste allo sviluppo industriale del nostro Paese. Dai colossi genovesi Ilva Altiforni e Acciaierie d’Italia (1899-1959), Italsider SpA (1961-1986) e Ilva SpA (1989-1993) a società, sempre appartenenti al sistema produttivo genovese, come Acciaierie e Ferriere Nazionali (1926-1954), Ansaldo Cogne (1923-1935), Ansaldo Coke (1927-1969), Cornigliano SpA (1948-1961), Elba Società Anonima di Miniere e di Alti Forni (1899-1931), Istituto Case per Lavoratori dell’Industria Siderurgica (1956-1977), Istituto Industriale Ligure (1928-1969), S.A. Ferriere di Voltri (1899-1930), Società Immobiliare Borgo (1939-1966), S.I.A.C. (1934 - 1968), Società Meridionale Azoto (1940-1966).

Completano l’archivio un’altra trentina d’imprese, non solo siderurgiche e sparse per il territorio nazionale: ad esempio le società UNES di Roma (1905-1969) o S.A.D.E.A di Torino (1932-1982) attive nella produzione e distribuzione di energia elettrica, la Società Ferrovie Marchigiane (1922-1969) o l’Impresa Sebina di Navigazione (1932-1970) impegnata nel servizio trasporti sul lago d’Iseo.
«Custodiamo da tempo l’archivio Ilva e altri fondi correlati» - ha spiegato Luigi Giraldi, Presidente della Fondazione Ansaldo - «ma solo oggi, con il trasferimento della sua proprietà dalla Fondazione IRI alla Fondazione Ansaldo, si può avviare una concreta azione di salvaguardia, riordino e valorizzazione».

L’ingegner Emilio Riva, presidente della ILVA SpA, ha auspicato che «iniziative culturali come questa possano anche contribuire a valorizzare l’impresa e, più in generale, il mondo del lavoro. Nel nostro Paese, infatti, occorre più cultura imprenditoriale ed economica. Occorre prendere maggiore coscienza che lo sviluppo economico non rappresenta una sorta di “corpo estraneo” alla crescita civile e culturale di una società, ma ne è una componente e una premessa essenziale».

Con l’accordo firmato da Ilva SpA e Fondazione Ansaldo prende avvio una campagna, sotto l’egida della Soprintendenza Archivistica per la Liguria, mirata alla tutela delle «corpose, ma fragili e deteriorabili» raccolte fotografiche e cinematografiche che, ove necessario, saranno restaurate e duplicate in digitale.

«Sono raccolte preziose» - osserva Alessandro Lombardo, direttore della Fondazione Ansaldo: «vi sono servizi fotografici di Gabriele Basilico, Mimmo Castellano, Federico e Aldo Patellani, Santo Piano e film di grande valore quali il ciclopico “Col ferro e col fuoco” di Ceccarius del 1926 o “L’uomo, il fuoco, il ferro” di Kurt Blum e Eugenio Carmi, vincitore di vari riconoscimenti al festival di Venezia del 1960, in cui il lavoro siderurgico diventa arte e trionfo del colore».

Costituita nel 2000, la Fondazione Ansaldo mette a disposizione della comunità 15 km di documenti societari, contabili, amministrativi e tecnici prodotti dalla metà del secolo XIX da imprese industriali riconducibili, soprattutto, ai gruppi Ansaldo, Bombrini, Bruzzo, Costa, Dufour, Fincantieri, Finmare, Finmeccanica, Gaslini, Ilva, Perrone ed altri soggetti economici quali Borsa Valori di Genova o Banco di Chiavari e della Riviera Ligure.

Presso la Fondazione sono inoltre conservate sia circa 300.000 fotografie originali in negativo e a stampa, che offrono una panoramica di molteplici attività imprenditoriali e lavorative, sia 4.000 pellicole originali, che documentano sui più diversi aspetti della vita economica italiana del Novecento. Il crescente patrimonio archivistico-documentale della Fondazione è inoltre arricchito da cospicue raccolte di testimonianze orali, pubblicazioni periodiche, titoli azionari, disegni tecnici e manufatti d’epoca.

Nel web e nei nostri archivi:

a cura di Rita Rutigliano


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