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Le Rubriche: in Libreria SEGNALIBRO |
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23 febbraio 2008
ed.
Consiglio regionale del Piemonte - distribuzione gratuita
Il
n° 29 dei Tascabili di Palazzo Lascaris, una trentina di
svelte pagine a colori illustrate con belle fotografie, è dedicato
ai Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia da poco iscritti nella lista
del patrimonio mondiale dellUnesco. Sono 9 (Belmonte, Crea, Domodossola,
Ghiffa, Oropa, Orta, Ossuccio, Varallo e Varese) e di ciascuno di essi è
fornita una scheda di presentazione, completa di indirizzi e foto. La prima
parte della pubblicazione ricostruisce il percorso che nel luglio 2003 ha
portato i suddetti Sacri Monti al riconoscimento dellUnesco, importante
per il Piemonte che lo aggiunge a quello ottenuto per le Residenze Sabaude
iscritte nella lista dellUnesco dal 1997. Nel secondo capitolo sono
invece sintetizzate le iniziative che sullargomento si sono svolte
a Palazzo Lascaris (sede del Consiglio regionale del Piemonte) nellaprile
2007. Il tascabile può essere scaricato, in formato .pdf, dalla sezione
Pubblicazioni del sito
http://www.consiglioregionale.piemonte.it Nei nostri archivi:
cerca Sacri Monti, Unesco. Fra gli articoli correlati:
I Sacri Monti patrimonio dellumanità
Sacri
Monti in mostra a Palazzo Lascaris
Storia
e turismo nei Sacri Monti di Orta e di Crea
Oropa insolita
ed. Sagittario - euro 10,00
Dal 2004 la redazione della rivista Barolo & Co dedica ad Asti docg e Moscato dAsti docg, «due grandi vini che caratterizzano un intero territorio piemontese», un annuario realizzato in collaborazione con «le tre organizzazioni che rappresentano in modi diversi questi vini» (Consorzio per la tutela dellAsti, Produttori di Moscato dAsti Associati e Associazione dei Comuni del Moscato dAsti). Come quelli che lo hanno preceduto, anche quello del 2007 è «un omaggio ai prodotti più significativi di questa regione viticola per eccellenza». Il nuovo volume, intitolato Asti. Moscato & Co., è suddiviso in sei capitoli: Le terre di Pavese, Il mercato, La geografia, La storia, In tavola e Le memorie. Le circa 96 pagine così raggruppate raccontano la geografia dei 52 paesi dellarea di produzione, ricordano i numeri del vitigno in questione, ricercano nella storia le tracce di un vino amato già nel 1500 e - nella seconda parte - non rinunciano a dar spazio ai «creatori del gusto dolce», con ricette di grandi nomi della ristorazione italiana.
Il
libro delle frattaglie-storia, scienza e cucina rivela come i sapori
e gli ingredienti ritenuti un tempo i più poveri e i meno appetitosi
sono oggi recuperati dai grandi chef che li inseriscono nei loro piatti come
vere e proprie prelibatezze. Il volume, al quale dedicheremo presto una più
approfondita recensione, conta poco meno di 350 pagine in cui si compie un
lungo viaggio tra «vita, morte, miracoli e filosofia delle frattaglie»
e tra mestieri e professionalità che fanno buono un cibo tornato di
moda. Circa 350 sono anche le ricette proposte, attinte anzitutto dalla ricchissima
tradizione della cucina regionale.
ed.
Utet - euro 22,00
Il
titolo completo del volume è Uno spettacolo non mai più
veduto nel mondo. La Rivoluzione francese come unicità e rovesciamento
negli scrittori controrivoluzionari italiani (1789-1799)». Si comincia,
dunque, con una citazione (riportata anche in quarta di copertina) tratta
da Della monarchia trattato filosofico-politico di Luigi Martorelli
Osamano, pubblicato nel 1795. Dove si legge: «Bisogna pur confessare,
che il nostro secolo nellapprossimarsi al suo termine ci presenta uno
spettacolo non mai più veduto nel mondo. Ogni secolo nella storia
è stato segnato con qualche grande avvenimento, sia nel fisico, e
sia nel morale. Ma quello, di cui noi siam spettatori, è tale per
limportanza, e per la universalità, che non ammette confronto.
Siamo in una crisi, la quale minaccia di rovesciare i troni di tutti i Monarchi,
e di avvolgere in estreme rovine la Religione Cristiana». Come fu recepita
la Rivoluzione francese in Italia? Quali reazioni ebbero gli italiani di
fronte alle inquietanti notizie che giungevano dOltralpe? A questi
e ad altri interrogativi risponde in modo chiaro il libro di Guerci, che
analizza soprattutto le impressioni degli scrittori controrivoluzionari,
cioè quelli - spiega lo stesso autore nella Premessa -
«che si opposero con la massima intransigenza a tutte le manifestazioni
e fasi della Rivoluzione francese, a cominciare dal periodo dellAssemblea
nazionale». «Bisogna peraltro avvertire», precisa Guerci,
che «ci furono coloro i quali, già fermamente ostili alla Rivoluzione,
quando lArmée dItalie invase la penisola nellaprile
del 1796 si scoprirono, più o meno repentinamente, una vocazione repubblicana
e aderirono al nuovo ordine di cose (basti citare il caso di
Michele Mallio, un personaggio che incontreremo spesso)». Nellabbondante
letteratura esaminata dallautore non è stata trovata lespressione
scrittori controrivoluzionari, per contro non manca il termine
controrivoluzionario: «di controrivoluzionaria insurrezione
parlava Antonio de Foppoli nel 1791, e in un documento del settembre dello
stesso anno riprodotto da Michele Mallio figura la locuzione leggi
[...] controrivoluzionarie». Fin dal 1789-90 non mancarono nel
nostro paese coloro i quali videro in ciò che accadeva in Francia qualcosa
di epocale: non una parentesi, non un episodio passeggero, bensì una
«catastrofe» destinata a durare e tale da escludere ogni compromesso
(significativa, al proposito, la citazione riferita allinizio). Ad
una simile catastrofe non potevano applicarsi che le categorie di unicità
e di rovesciamento, rispetto allAncien Régime, riproposte e
articolate a seconda del precipitare. Come mostra lucidamente il lavoro di
Guerci, alle idee di unicità e di rovesciamento diede impulso il «giacobinismo»,
termine apparso in Italia nel 1792 e poi radicatosi negli anni successivi
«non senza chiamare in causa i giansenisti, accusati dai controrivoluzionari
cattolici di essere tra i maggiori responsabili delle mostruosità
dOltralpe».
ed.
Zanichelli - euro 37,50 (volume rilegato)
Nelledizione italiana a cura di Carlo Trossarelli ed Emanuele Costa, la più aggiornata e diffusa opera di consultazione pensata per studiosi e appassionati del settore (come testimoniano le edizioni in danese, francese e inglese). In 464 pagine la trattazione di oltre 500 minerali (con descrizione delle proprietà cristallografiche, fisiche e chimiche osservabili a occhio nudo o con una lente), più di 600 fotografie a colori e diagrammi cristallografici. Nelle schede sono inoltre offerte le necessarie indicazioni per il corretto riconoscimento del minerale, cenni sul suo utilizzo e le località di reperimento europee e nordamericane, leventuale presenza in Italia (evidenziata con un simbolo e in una specifica appendice). Ricco il corredo di appendici, che comprende: Glossario, Sommario delle forme cristalline, Tavola periodica degli elementi, Tabella riepilogativa delle forme cristalline, Minerali con lucentezza metallica o submetallica, Minerali con lucentezza non metallica; Simboli e numeri atomici di alcuni elementi, Minerali in Italia.
ed.
tecniche nuove - euro 24,90
Seconda
ristampa di unopera che in circa 250 pagine tratta, secondo quanto
recita il sottotitolo, di Psicobiotica: una guida allautoguarigione
attraverso la storia personale e familiare. Degli autori, Marco Gradassi
è uno psicologo-psicoterapeuta che da anni si interessa e studia i
complicati rapporti tra il dolore psichico e dolore fisico; Simone Ramilli,
naturopata, è fondatore della Psicobiotica. Premesso che «ogni
riferimento in questo libro a patologie o terminologie mediche ha uno scopo
esclusivamente conoscitivo», e che «la Psicobiotica, disciplina
presentata nel libro («basato sulle ricerche medico-scientifiche del
dottor Geherd Hamer e collaboratori»), «non ha scopi curativi
di patologie fisiche o psichiche», quel che si intende fare è
provare a rispondere alle domande che ciascuno di noi si pone di fronte al
dolore fisico e psichico: perché ci ammaliamo? cè una
causa per ogni malattia? la malattia ha un senso? Ancora oggi, si sostiene,
le risposte a queste e simili domande «risiedono nella coscienza di
ciascuno di noi. Credenze irrazionali e un retaggio di superstizione ci inducono
a giustificare la malattia come sfortuna, o nella peggiore delle ipotesi
come colpa, mentre la scienza, eliminando le implicazioni morali, si avvale
del concetto di errore». Per gli autori del libro la malattia non è
una sfortuna né una colpa, ma «un processo dotato di senso:
ci ammaliamo per adattarci allambiente in cui viviamo, seguendo una
evoluzione personale e della specie; ci ammaliamo come conseguenza di sfide
non risolte che la vita ci pone». Conflitti biologici e psichici, problemi
e sfide irrisolte, storia familiare e genealogica vengono perciò «inquadrati
in una classificazione coerente e riscontrabile. Conoscere il senso della
nostra malattia, aiuta a uscire dalla superstizione e ad accettare le sfide
che la vita ci ha posto». In sostanza, e in questo concordiamo con
quanto scrive Marcella Brizzi nella sua prefazione, si tratta di «un
saggio divulgativo interessante per chiunque ami conoscere meglio alcuni
modi fondamentali di funzionare della natura umana»; ma si spinge oltre
e fonda la disciplina della Psicobiotica, di cui «questo testo può
essere traccia iniziale di studio per il perfezionamento di psicoterapeuti,
medici, infermieri, operatori sanitari e sociali, e chi si occupa professionalmente
di sostegno e di educazione al benessere e alla prevenzione» (categoria,
questultima, in cui Marcella Brizzi colloca «naturopati, erboristi,
estetiste/i, insegnanti di tecniche psioco-fisiche e discipline varie, educatori,
allenatori
»).
Per approfondimenti e contatti con gli autori: http://www.psicobiotica.it
De
Luca Editori dArte - s.i.p.
Il volume, un prezioso libro-guida voluto dalla Provincia di Viterbo, suddivide la Tuscia in aree omogenee e ne traccia i percorsi più interessanti dal punto di vista culturale e turistico andando a dar forma ad una sorta di piccolo scrigno colmo di tesori segreti perché spesso nascosti o poco conosciuti. Supportati da un adeguato e suggestivo apparato iconografico, i testi (firmati da Serena Achilli, Giovanni Maria Cardoni e Maria Elena Pifferi) e le schede di approfondimento (a cura di Fulvio Ricci) descrivono sinteticamente il territorio, le sue ricchezze (per esempio monumenti, quadri, chiese, edifici), enogastronomia e tradizioni del singoli luoghi. Il risultato è unefficace panoramica, anche su aspetti a torto ritenuti secondari, che invoglia ad una visita di luoghi («mai immaginati o dimenticati») carichi di tradizioni e culture antiche, di storia, di grandi opere darte e di un notevole patrimonio ambientale.
Nei nostri archivi:
cerca La Tuscia. Paesaggi e giardini
Newton
Compton ed. - euro 9,90
In
poco meno di 300 pagine Simone Di Meo, giovane giornalista napoletano dal
già significativo curriculum (tra il resto si è occupato delle
guerre di camorra degli ultimi anni, ed è addetto stampa del presidente
della commissione Difesa del Senato), racconta - come annuncia il sottotitolo
- la Vita violenta del boss Paolo Di Lauro, ovvero «le
fortune e i misteri del padrino più enigmatico della malavita partenopea».
Tutto inizia «con uno squillo al citofono e una sventagliata di mitra»
rifilata ad Aniello La Monica, il boss di Secondigliano, che fa parte della
Nuova famiglia, il cartello che si oppone all esercito
di Raffaele Tutolo. Nella Napoli soggiogata dalla violenza di Raffaele Cutolo
e dalle disgrazie del terremoto del 1980, nella regione in cui «un
discusso politico rapito dalle Brigate rosse viene liberato mentre è
ucciso il coraggioso capo della squadra mobile che sta indagando sul patto
scellerato tra Stato e camorra», un giovane decide di diventare il
capo incontrastato della Cupola. Comincia così la carriera criminale
di Paolo Di Lauro, Ciruzzo o milionario: il boss che, da
unanonima stradina del quartiere di Secondigliano, dichiara guerra
ai clan più potenti della Campania. Venti anni dopo lo Stato inserirà
Di Lauro nellelenco dei trenta latitanti più pericolosi di tutti
i tempi, braccandolo in tre continenti. Ma intanto Ciruzzo vince
le sue battaglie, disseminando di morti il suo cammino e accumulando, grazie
alla droga, un patrimonio che non ha eguali nel mondo della criminalità
organizzata: palazzi, casinò, supermercati, aziende di abbigliamento,
boutique, complessi turistici e centri commerciali disseminati ovunque. Un
impero di paura, di sangue e di denaro sporco su cui il re della camorra
regna incontrastato. Una guerra senza esclusione di colpi che oppone la criminalità
organizzata napoletana a un manipolo di poliziotti coraggiosi: unininterrotta
scia di sangue e omertà, raccontati per la prima volta da un libro
- inserito nella collana "Nuova narrativa" - scritto con un piglio
che lo rende avvincente come un romanzo e «inquietante come la verità»
che svela.
Nei nostri archivi:
cerca
camorra, mafia, libri. Fra
gli articoli correlati:
A scuola contro la mafia L’impegno del Piemonte contro le mafie Nel web e nei nostri archivi:
cerca libri, curiosando in libreria, segnalibro
a
cura di Rita Rutigliano
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