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Le Rubriche: in Libreria

CURIOSANDO IN LIBRERIA

“Black out” in una Milano piovosa
7 lug 2005
Claudio Gianini
Black out
Edizioni Clandestine - 10,00 €

«Buio. Molto buio. Sono a letto, ho gli occhi chiusi. Per questo è buio. E allora li apro di scatto, come chi si sveglia di soprassalto da un sogno angoscioso. Ma il mio incubo, anziché terminare, comincia proprio in questo istante».

Il buio è una costante dei romanzi noir, così come le condizioni atmosferiche avverse e non luminose, soprattutto la pioggia. E buio e pioggia, poi anche neve, sono presenti nel romanzo di Claudio Gianini. Un buio reale e un buio atteso, quello della cecità che, per fatale condanna annunciata, colpirà sotto forma di malattia Tommaso Santini, il protagonista, investigatore privato, trentacinquenne, ex poliziotto, una figlia avuta a tradimento e che non vede mai, una passione per la vodka alla pesca e una fidanzata morta sgozzata.

Lui lo sa, e ogni volta che apre gli occhi teme possa essere l’ultima in cui vedrà le immagini del mondo che lo circonda. E il timore aumenta pensando che potrebbe diventare cieco prima di trovare il killer che sta sconvolgendo le notti cittadine.

In una Milano piovosa e nevosa, Tommaso si sposta alla ricerca dell’assassino che ha insanguinato la sua strada. E’ un viaggio, un cammino, un’indagine che si snoda anche attraverso la riscoperta del passato: «in questi giorni sono stato assalito da parole, memorie, pensieri, immagini di un passato recente e di giorni invece lontani nel tempo».

E la verità ha forse radici proprio ancorate nel passato, e solo «un’altra confessione. Un’altra verità troppo a lungo nascosta» che «viene svelata», rende il cuore di Tommaso «più leggero, ora». Una leggerezza che comunque non contribuisce a eliminare il peso dell’angoscia che attanaglia il protagonista, perché, nonostante tutto, gli fa affermare che è «ancora fermo al via, ributtato sulla linea di partenza di questo grottesco gioco dell’oca. Ma ora le piste da percorrere sono meno».

Inverno, neve e pioggia, «eppure tutta questa acqua non è in grado di lavare via il dolore. Non è in grado di diluire il nero di questa vita, mutandolo in un grigio meno opprimente».

No, il protagonista è immerso nel nero assoluto e non c’è luce che possa rischiararlo, neppure al termine della ricerca di quella assoluta, terribile e sconvolgente verità che il lettore scoprirà solo leggendo le ultime pagine del romanzo. E la verità non è che un incubo inserito in un altro incubo da cui è difficile fuggire…

Una storia avvincente, ben scritta, con alcuni personaggi disegnati con cura che si inseriscono alla perfezione in una scenografia altrettanto ben dipinta. Una convincente prova d’autore di un giovane (essere nati nel 1968 significa essere giovani, fino a prova contraria. O no?) scrittore che con “Black out” è alla sua seconda fatica letteraria. E ci auguriamo che non sia l’ultima.

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