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Le Rubriche: in Libreria

CURIOSANDO IN LIBRERIA

Una dolcissima quarantenne
4 mag 2004

Gigi Padovani
nutella un mito italiano
ed. Rizzoli — 15,00 euro

Torino - La Nutella ha appena compiuto 40 anni. A Torino, il suo compleanno è stato festeggiato - il 20 aprile - con un grandioso “Nutella party” in riva al Po, durante il quale le classiche candeline sono state accese su un lungo sfilatino abbondantemente ricoperto della dolcissima crema ormai nota dovunque.

In questa golosa cornice è stato anche presentato il secondo libro in cui il giornalista Gigi Padovani si occupa di origini, storia e leggenda della crema da spalmare più famosa del mondo (si calcola che in otto lustri abbiano compiuto quest’operazione almeno cento milioni di bambini).

Si tratta dell’appassionato ed appassionante volume dedicato a quella che l’autore definisce «una splendida quarantenne». Correva, infatti, l’anno 1964 («le prime bambole Barbie facevano sognare le bambine italiane, nasceva lo spaghetti-western e Sean Connery nei panni dell’agente 007 seduceva gli spettatori togliendosi la muta subacquea per continuare la serata con un impeccabile smoking») quando — appunto il 20 aprile, una mattina fredda e piovosa - dagli stabilimenti di Alba, nel Sud del Piemonte, uscì il primo vasetto della crema che avrebbe conquistato tante generazioni registrando un successo che non accenna a diminuire (anzi...).

Coinvolgente come un romanzo, il nuovo lavoro di Gigi Padovani (in libreria dal 7 aprile) incomincia proprio con l’accurata ricostruzione di questa pagina della vicenda, che poi - come appropriatamente compendia il sottotitolo del volume - ha visto la Nutella diventare “un mito italiano”.

Pagina dopo pagina, però (e in totale le pagine sono poco meno di 250), oltre a ripercorrere questi primi 40 anni di storia della crema alle nocciole (di Langa) l’autore ne mette in luce i legami con il costume italiano degli anni dal boom economico ad oggi. Lo scopo? Mostrare elementi e tappe fondamentali mediante i quali la Nutella si è tramutata, da semplice e nutriente colazione o merenda per i bambini, in emblema della bontà.

Il primo passo, vent’anni dopo la sua nascita, è quello del film “Bianca” in cui «Nanni Moretti la trasforma in icona della dolcezza compensatoria delle ansie d’amore. Poi incominciano a svilupparsi i “Nutella Party”, arrivano i primi testi teatrali ispirati a lei, i libri comici» (come quelli in cui Riccardo Cassini ne parla in latinorum o in finto inglese o in approssimativo spagnolo), gli spot più trasgressivi e simpatici.

Rivisitando insieme a quella della Nutella l’evoluzione della nostra società negli ultimi decenni («con lei sono cresciuti i ragazzi che ballavano il twist, poi l’hanno adorata quanti si scatenavano in lambade e macarene, oggi fa furore tra chi si abbandona alla disco dance»), Padovani arriva a raccontare anche la più recente esplosione mediatica del mito.

Fino al recente avvento di Internet, la rete che «ogni giorno raccoglie e mette in contatto, nel nome di Nutella, migliaia di appassionati di tutto il mondo». Nel capitolo dedicato al Web (che segue quelli su collezioni e bicchieri, sui vip che amano la Nutella e su altre curiosità varie), uno spazio particolare è riservato a “MyNutella”, la community per antonomasia dei “nutellomani”.

Va inoltre segnalato, a chi ha il gusto del collezionismo, che oltretutto il libro comprende ben 32 pagine a colori con illustrazioni diventate introvabili: i primi bicchieri, gli spot d’epoca, i bozzetti originali dell’antenata Supercrema (nel 1964 migliorata e ribattezzata con il nuovo nome, originato dalla radice “nut”, che in inglese vuol dire nocciola, o “Nuss”, idem in tedesco, seguita dal dolce suffisso “ella”).

Una splendida quarantenne
Per gentile concessione dell’autore, pubblichiamo stralci della sua “Introduzione” al volume.

E’ entrata nelle nostre case nel 1964, l’anno della bontà, e non se n’è più andata. E’ rimasta nella dispensa a ricordarci che siamo stati bambini e che un po’ vogliamo tornare a esserlo, sempre. Quarant’anni fa la incontravamo all’ora della merenda, quando la «Tv dei ragazzi» trasmetteva i telefilm di Lassie, il cane più coraggioso e leale della storia del cinema.

Accadeva nell’Italia ingenua e ottimista appena uscita dal miracolo economico, che voleva spendere, consumare, godere quanto aveva guadagnato con anni di duro lavoro. [...]
Tutto ebbe inizio allora: la minigonna e il topless erano alle porte. [...] Si ascoltavano i Beatles e i Rolling Stones, ma anche Rita Pavone, Gianni Morandi e Gigliola Cinquetti. Ci si meravigliava per i voli spaziali e le foto istantanee Polaroid. [...]

Mentre si partiva per le vacanze al mare, il democristiano Aldo Moro formava un nuovo governo di centrosinistra. John Fitzgerald Kennedy se n’era andato l’anno prima, ucciso a Dallas, e Lyndon Johnson stava per ordinare agli aerei americani i primi bombardamenti sul Vietnam. ChrusŠcŠëv lasciava il Kremlino, Palmiro Togliatti moriva, Martin Luther King riceveva il premio Nobel per la pace.

Le grandi passioni civili erano lontane. Ancora qualche anno e la «meglio gioventù» avrebbe sconvolto la tranquilla vita delle famiglie borghesi. Ma alla metà degli anni Sessanta gli adolescenti pensavano ad altro. [...] Poco sapevano di un certo Herbert Marcuse che negli Stati Uniti pubblicava L’uomo a una dimensione, o di tal Jean-Paul Sartre che rifiutò il premio Nobel per la letteratura. Si ritrovavano il pomeriggio a spalmare le prime fette di pane con la cioccolata, raccoglievano i punti per conquistare i regali, ascoltavano Non ho l’età e In ginocchio da te, sperando di non essere interrogati, il giorno dopo, a scuola.

Rassicurante, lei c’era. In questi quarant’anni ha segnato la vita di molte generazioni, dai baby boomers agli yuppies fino ai giovani no logo e alla Mtv generation. E’ passata indenne attraverso mille rivoluzioni di costume. Lentamente, è diventata un mito. Si è adagiata sulle coscienze fino a trasformarsi in una compagna fidata. [...]

E’ una semplice conserva alimentare, ma appartiene alla nostra vita: in Belgio o in Australia, nei campus americani o a Parigi, a Palermo o a Francoforte. I francesi, nazionalisti come sempre, ritengono che sia nata con l’accento sulla a. I tedeschi sono convinti, come per i würstel, che sia un loro prodotto. Eppure è uno dei maggiori successi industriali del nostro paese dal dopoguerra a oggi: è diventata un brand mondiale.

E’ argomento di analisi per gli esperti di marketing, che si chiedono come sia riuscita a mettere in discussione l’assioma sul ciclo di un prodotto (lancio, espansione, maturità, declino). Pochi altri marchi hanno avuto tanta fortuna. Come i jeans Levi’s, l’accendino Zippo, gli orologi Swatch, le polo Lacoste o le scarpe Tod’s, è una merce di culto mai di moda ma sempre alla moda, interclassista e intergenerazionale. Riesce a interpretare uno Zeitgeist, uno «spirito del tempo» perenne. [...]

Il suo mito nasce da due straordinarie intuizioni. Quella di un pasticciere, che qualche anno prima l’aveva inventata nel suo piccolo laboratorio di Alba, cittadina piemontese fino ad allora nota soltanto per i tartufi. E quella di suo figlio, che nel 1964 la migliorò e la ribattezzò: aveva capito che un nome di tre sole sillabe poteva essere facilmente memorizzato. [...]

Chi è stato attratto dal suo profumo tra i cinque e i diciotto anni, non vi rinuncia più. Quando si apre il barattolo e tra la sua sommità e la superficie della crema c’è appena un dito, l’effluvio si diffonde subito. Arriva al naso, al cervello, inebria: nocciole, cacao, un ricordo di vaniglia, sentori zuccherini. [...]

La bocca si riempie, l’estasi arriva subito. Lei si va a impastare sulla lingua, stimolando le ghiandole della salivazione: la sua morbida superficie fa da contrasto alla crosta del pane. Il cucchiaino è bulimico, il dito è ingordo, la spalmata invece è il ritorno all’infanzia. I figli della spalmata non hanno più dimenticato quelle formidabili merende. Una volta divenuti registi, giornalisti, scrittori, artisti, hanno continuato a celebrarne le qualità con film, libri, opere d’arte, pièces teatrali.

Fu Nutella, quaranta Nutelle fa, a darci la bontà. Simbolo della dolcezza, quasi la rappresenta, per antonomasia. Parafrasando lo slogan della sua più fortunata campagna pubblicitaria potremmo dire: che storia sarebbe senza Nutella? E con Nanni Moretti, che in Bianca l’ha sublimata in mito catartico, potremmo ripetere la frase che in Caro diario rivolgeva ai reduci sessantottini sconfitti: «Voi gridavate cose orrende e violentissime e voi siete imbruttiti. Io gridavo cose giuste e oggi sono uno splendido quarantenne».

Cento di questi anni, cara Nutella, ora che sei diventata una splendida quarantenne.

Per saperne di più:
Gigi Padovani è nato nel 1953 ad Alba, patria della Nutella, e vive a Torino. Ha pubblicato, fra gli altri, “La liberazione di Torino” (1979), “L’Europa a due velocità” (1980), “Gnam! Storia sociale della Nutella” (1999). Coltiva un interesse particolare per la gastronomia e la pasticceria, e dal 1999 collabora con “La guida dell’Espresso”.


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Rita Rutigliano


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