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Le Rubriche: in Libreria

CURIOSANDO IN LIBRERIA

Zamora e il gioco del calcio
13 mag 2003
Roberto Perrone
Zamora
ed. Garzanti, € 10,00

Non tutto il calcio finisce in prima pagina, non tutti i calciatori sono campioni strapagati e amati da migliaia di tifosi. C’è il calcio di serie A, quello delle serie minori, dei professionisti e dei dilettanti. Poi c’è il calcio aziendale, gente che gioca perché il titolare dell’azienda ama il pallone, fare il presidente e organizzare ogni anno una grande festa con partita tra dipendenti scapoli e ammogliati.

A quest’ultimo universo appartengono il Tosetto, imprenditore tessile con la passione per il folber, «come lo chiamano questi cumenda, questi milanesotti impazziti», e Walter Vismara, capocontabile per il quale il calcio «era un pianeta sconosciuto, più inquietante di [un] film di fantascienza».

Ma non si può lavorare dal Tosetto e non fare parte della squadra aziendale. Così il povero Walter si ritrova in porta, con lo scomodo soprannome “Zamora”, senza conoscere nulla di questa parte delle sue mansioni, così importanti per il suo padrone, quasi come i libri contabili e i bilanci.

L’incontro con un portiere importante, ma caduto in disgrazia e disposto a fargli da maestro, permette a Walter di sopravvivere in questo mondo così lontano da lui. Su consiglio della sorella Elvira, comincia a leggere la “Gazzetta dello sport” ma la trova «non noiosa, ma sostanzialmente sconcertante. I dubbi che aveva riguardo al calcio aumentano».

Termini nuovi, attività sportiva cui non era abituato, rapporti collettivi, quotidiane depressioni e desideri di fuga: soltanto la sorella Elvira e il portiere Cavazzoni (ex portiere del Milan e della Nazionale), con i loro consigli e il loro appoggio, gli permettono di continuare.

“Zamora”, il libro di Roberto Perrone (giornalista sportivo del “Corriere della sera”) è un omaggio al calcio povero e dimenticato, un ritratto pieno di ironia dei padroncini arricchiti, un ritratto preciso e intelligente dell’Italia degli anni Sessanta.
Ma è anche un romanzo sull’amicizia, quella tra il capocontabile e l’ex portiere, sull’affetto fraterno, tra Walter ed Elvira, sull’amore sfortunato tra l’improvvisato Zamora e la signorina Ada, segretaria del Tosetto.

Un libro scritto con uno stile leggero e divertente, davvero molto piacevole, ma che tra le righe affronta temi importanti, come quello della convivenza, del rispetto, della caduta e del riscatto, dei sentimenti più profondi.

«Zamora Martinez Ricardo, leggendario portiere spagnolo degli anni Trenta. Grandissimo atleta in ogni aspetto del ruolo: tempista nelle uscite, forte tra i pali e, cosa che più conta, con un grande ascendente sui compagni. Lo chiamavano il “divino”»: una bella responsabilità, sulle spalle di uno che non ha mai sentito né voluto sentir parlare di calcio!

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