Sponsor
sponsor  La Gazzetta Web  sponsor

Le Rubriche: in Libreria

CURIOSANDO IN LIBRERIA

Nel parco delle Alpi Marittime

13 mar 2001

La guida del parco Alpi marittime
Natura, storia, itinerari
L'Artistica - Savigliano
pagg. 251 - £ 32.000

Il Parco naturale delle Alpi Marittime si estende, con i suoi 28.000 ettari di superficie, dalla Val Grande in Val Vermenagna (comune di Vernante) a gran parte della Valle Gesso (comuni di Entracque e Valdieri) e alla Valletta di Aisone in Valle Stura. Il gemellaggio col Parco nazionale francese del Mercantour, e i successivi patti di collaborazione italo-francese, pongono le basi per la costituzione di un'area protetta internazionale di 100.000 ettari: si sta realizzando, qui, il sogno di una natura senza confini.

La Guida del Parco - autentica miniera d'informazioni per il turista e per il naturalista - è dettagliata, d'agevole consultazione e impreziosita da molte belle illustrazioni. Anche solo sfogliandola, ci si inoltra in un mondo in cui tutto è straordinario: dalla singolare collocazione geografica e climatica del Parco, che si estende fra le quote alpine degli oltre tremila metri dell'Argentera e il tiepido mare della Costa Azzurra, alla sua storia di valichi avventurosi e alla sua popolazione occitano-trobadorica.

Le Alpi Marittime, per effetto della loro aspra conformazione geologica, furono da sempre inadatte all'agricoltura e quindi inospitali. Per questo diventarono riserve naturali particolari, in grado di conservare rarissime piante (40 specie di orchidee, molte varietà di saxifragee), di accogliere nelle loro valli dirupate migliaia di camosci e centinaia di stambecchi, una flora e una fauna con caratteristiche del tutto particolari, studiate fin dal '700 dallo scienziato torinese Carlo Allioni.

I sovrani sabaudi giocarono un ruolo fondamentale nella valorizzazione del Parco. A partire dal 1688, quando la Reggente Giovanna Battista di Savoia-Nemours utilizzò per prima - per curare una fastidiosa psoriasi - le qualità terapeutiche delle acque termali di Valdieri, presso le quali ora sorgono l'imponente Albergo Termale ed il giardino botanico Valderia (che organizza, a scopo didattico, dodici ambienti naturali di montagna).

In seguito ben tre Re (Vittorio Emanuele II, Umberto I e Vittorio Emanuele III) sfogarono in queste vallate la loro passione venatoria. Il che comportò vere e proprie stragi dei poveri animali, ma decretò anche la fortuna del Parco: diventato la Riserva Reale di Caccia, si arricchì di vie di accesso, di mulattiere, di casini di caccia, di rifugi alpini, dell'istituzione di un corpo di esperti guardiacaccia.

Attualmente il Parco, privo di ogni impianto di risalita (rinvenibili nella vicina Limone Piemonte) promuove varie attività che non mancano di attrarre chi ama ad un tempo lo sport e la natura: scialpinismo, arrampicata, cicloturismo, rafting, passeggiate a cavallo...

Da non perdere assolutamente è una visita alla Valle delle Meraviglie, nel confinante territorio francese del Mercantour, oltre il Colle di Tenda. Qui, sulle pendici del monte Bego, su una superficie di 30 chilometri quadrati s'allarga uno dei siti archeologici più importanti d'Europa e si possono osservare 40.000 incisioni rupestri (alcune delle quali sembra risalgano all'Età del Bronzo).

Si lascia all'osservazione diretta del turista la scoperta di altre infinite curiosità del Parco e delle valli che esso comprende: dalla coltivazione della segale, la cui paglia serviva per la costruzione dei tetti, al sopravvivere degli strumenti musicali tradizionali (la ghironda, l'armonica diatonica, il flauto a tre buchi) e ai murales di Vernante.

Per saperne di più:
http://www.parks.it\parco.alpi.marittime


links utili

cerca nel sito

cerca nel WEB

archivio rubrica








Questo articolo è tutelato dalla legge 633/1941 sul diritto d'autore.
Se desiderate utilizzarlo, potete richiedere un'autorizzazione scritta