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Le Rubriche: in Cultura L'ARTE & IL SAPERE |
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Omaggio a Pietro Piffetti, "ebanista di Sua Maestà"
3 ott 2001
Torino - L'artigianato artistico del legno vanta in Piemonte una ben lunga tradizione. Fra altri splendidi esempi ce ne restano alcuni regalatici dal '700, la grande epoca del mobile barocco torinese: un memoriale di minusieri, datato 1738 e indirizzato a Carlo Emanuele III, reca la firma di Pietro Piffetti «ebanista di Sua Maestà». Giulio Ometto, presidente della Fondazione Accorsi, dice che «funzione di un museo non è solo conservare e tutelare, ma anche far conoscere e divulgare. L'itinerario "Omaggio a Pietro Piffetti. Il mobile diventa arte" è un momento in cui il Museo Accorsi si impegna, ancora una volta, a trasmettere al pubblico l'amore per l'arte». Alberto Cottino, direttore della Fondazione Accorsi e coordinatore del denso programma di incontri predisposti per l'occasione, spiega invece che il titolo scelto vuole «sintetizzare lo stile unico ed inconfondibile di Pietro Piffetti, capace di rendere il mobile uno scenario in cui si incontrano armonicamente intarsi di legni pregiati ricamati con avorio, tartaruga e madreperla, creando una preziosa cromia». Dal canto suo Valter Giuliano, assessore provinciale alla cultura, nota che l'omaggio a Pietro Piffetti, «scandito dallo studio intorno ai suoi pregevoli "pezzi" conservati in Fondazione», permetterà di fare la conoscenza di un esponente di spicco della cultura artistica della corte sabauda del XVIII secolo: un personaggio che, attraverso la sua opera di straordinaria qualità internazionale, rappresentò uno dei momenti più alti nell'ebanisteria continentale e «pose Torino e la sua produzione artistica al centro dell'attenzione europea, tra Roma, Parigi, Austria e Germania». Per un intero mese, dunque, in via Po si susseguiranno conferenze, incontri, concerti e laboratori voluti (com'è consuetudine nel progetto culturale del Museo) sia per avvicinare in modo coinvolgente anche i più giovani sia per consentire a tutti di ammirare - per la prima volta aperti - i principali mobili della collezione ospitata nelle belle sale del Museo ospitato nello storico Palazzo Accorsi (via Po 55): dal "doppio corpo a ribalta" al "piccolo cassettone impiallacciato con intarsi". La figura di Piffetti, dai suoi esordi romani ai contatti con i maestri fiamminghi e francesi e poi fino al periodo trascorso alla corte torinese, s'incrocia inevitabilmente con la storia del mobile piemontese settecentesco e con il rapporto tra architetti ed ebanisti. Anche questi aspetti potranno essere approfonditi in particolare negli incontri e conferenze, durante i quali parecchi esperti e studiosi illustreranno - direttamente a contatto con i capolavori presenti nel Museo di Arti Decorative - la sua attività, la sua tecnica e le sue fonti d'ispirazione nel confronto con la coeva produzione italiana ed europea. Insomma, per dir la cosa in poche parole, l'omaggio a Piffetti è una ghiotta occasione che - sostiene ancora Valter Giuliano - «conferma il Museo Accorsi non solo come luogo di memoria e di conservazione, ma anche come fonte di stimoli culturali». Per saperne di più: Info e prenotazioni: tel. 011-8129116 http://www.fondazioneaccorsi.it Nei nostri archivi: Museo di Arti Decorative, bilancio di un anno Fantasia del legno Rita Rutigliano |
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