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Sicurezza alimentare in tempi di crisi
27 gennaio 2010
Per
sconfiggere la malnutrizione nel mondo e arrestare il preoccupante aumento
di persone che muoiono quotidianamente di fame, in un contesto che tra la
fine del 2007 e il 2008 ha visto anche limprovvisa crescita dei prezzi
alimentari con le conseguenti crisi correlate, «è urgente compiere
passi concreti nella direzione segnata dallAquila Food Security Iniziative»
(la Dichiarazione Congiunta) approvata al vertice G8 dai leader mondiali
nel luglio 2009.
In questo contesto, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) in partnership con altri importanti istituzioni ed enti di ricerca ha voluto promuovere «un confronto a 360 gradi del Sistema della ricerca nazionale ed internazionale in agricoltura, coordinando unazione intesa a sottolineare il ruolo chiave che la ricerca e lo sviluppo dellinnovazione possono svolgere: sia per fornire soluzioni volte a ridurre limpatto della recente crisi alimentare e finanziaria sui gruppi più vulnerabili della popolazione, sia per assicurare uno sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo».
Così, nellottobre scorso - in occasione delle Celebrazioni della Giornata Mondiale dellAlimentazione - si è svolta a Roma la conferenza su La ricerca italiana in agricoltura in tempo di crisi: il sistema Italia incontra la rete dei CGIAR (Consultative Group on International Agricultural Research) tesa a «costituire un esempio di best practice per dare risposte agli impegni assunti dal G8 tenutosi allAquila».
Tre
i suoi obiettivi principali:
* Contribuire alla stesura di una agenda di priorità di ricerca che permetta di affrontare il tema della riduzione della povertà ed al contempo ricercare soluzioni per uno sviluppo globale sostenibile a lungo termine;
* Condividere informazioni e unire le forze, per avvicinare i sistemi nazionali ed internazionali al fine di favorire sinergie e partenariati;
*
Ricercare sinergie e partenariati tra il Sistema della Ricerca Agricola Italiana
e la rete dei CGIAR.
Uno sguardo allo scenario mondiale
La Conferenza internazionale si è svolta «in un momento storico particolarmente delicato», finalizzata a «individuare azioni di sistema capaci di contribuire a una maggior stabilità del contesto globale». Se da un lato la crisi finanziaria globale ha infatti coinvolto indirettamente il settore primario, al quale è stato richiesto «lo sforzo intenso di assicurare un minimo di stabilità a fronte di una crescente povertà», dallaltro «ha pesato negativamente sulla capacità del settore agricolo di rispondere alla crescente domanda mondiale, rallentandone levoluzione».
I dati 2008 della FAO mostrano, a tale proposito, un quadro di complessa interpretazione. Negli ultimi quindici anni la produzione agricola è cresciuta in modo stabile nel mondo del 40%, grazie al contributo dei paesi in via di sviluppo. Infatti mentre questi hanno visto la loro produzione crescere globalmente di circa il 50 % (quella dei paesi meno avanzati è cresciuta di oltre il 70%), i paesi sviluppati hanno appena superato il 20%.
Tuttavia, se si considera la produzione agricola pro capite, il quadro cambia radicalmente. La produzione agricola mondiale è cresciuta meno del 15%, mentre quella dei paesi in via di sviluppo del 20% e quella dei paesi sviluppati si è ridotta del 5%. A causa dellincremento della popolazione quella dei paesi meno avanzati è aumentata solo 5%, limitando così sensibilmente gli effetti sulla riduzione della malnutrizione, presente maggiormente in questi paesi.
I dati, al centro del dibattito internazionale, sottolineano la necessità di «coniugare lo sviluppo a lungo termine con la necessità a breve di debellare la fame e la povertà» (i cosiddetti obiettivi di Sviluppo del Millennio), individuando le priorità e concretizzando quella massa critica capace di portare ad un futuro di stabilità e sviluppo.
Ciò in presenza di scenari che al 2017, sempre secondo la FAO, prevedono:
* Una diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli che, tuttavia dovrebbero mantenersi sul medio termine al di sopra dei livelli degli ultimi dieci anni, ancorché levoluzione dei prezzi dipenderà in gran parte dalle politiche dei paesi alla luce delle dinamiche globali;
* Lo spostamento dellepicentro dellagricoltura mondiale dai paesi dellOCDE ai paesi in via di sviluppo, anche se i paesi meno sviluppati soffriranno maggiormente laumento e la volatilità dei prezzi dei prodotti di base. Ciò sottolinea «lurgenza di aumentare la loro capacità di offerta investendo nellistruzione, nei servizi, nella ricerca e nello sviluppo e nelle infrastrutture fisiche»;
* Presenza di investimenti pubblici e privati per linnovazione ed una maggiore produttività, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Ciò migliorerà le prospettive di offerta contribuendo sia ad aumentare la base produttiva, sia a diminuire le probabilità di impennate ricorrenti dei prezzi dei prodotti di base. A fronte di queste previsioni, lincontro del sistema della Ricerca in agricoltura italiano con i Centri del Consultative Group on International Agricultural Research, ha affermato il direttore del Dipartimento Agroalimentare del CNR, Alcide Bertani - «costituisce un momento importante per disegnare forme nuove di collaborazione tra i sistemi nazionali ed internazionali, con lobiettivo condiviso di contribuire al raggiungimento della sicurezza alimentare e alleliminazione della povertà e della malnutrizione nei paesi in via di sviluppo attraverso la ricerca, le collaborazioni, il sostegno alle politiche, la promozione di unagricoltura sostenibile basata sulla corretta gestione delle risorse naturali».
Ha concluso Alcide Bertani: «La strategia della multifunzionalità per lagricoltura, dove la produzione agricola e gli aspetti commerciali ad essa connessi sono in sintonia con le esigenze sociali inerenti alla tutela ed alla salvaguardia dellambiente e del territorio, allo sviluppo economico ed occupazionale delle aree rurali, alla valorizzazione delle risorse locali, alla qualità alimentare ed alla tutela del consumatore (evidenziata anche nella recente Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Agraria), si colloca in un contesto globale rinnovato che avvicina concettualmente le visioni strategiche di Pesi come lItalia a quelle dei Paesi in via di sviluppo e riconosce il valore strategico delle produzioni agricole per lo sviluppo di tutti i paesi e per il benessere di tutti i popoli».
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a cura della redazione GW
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