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Le Rubriche: In Convivio


CHI L'HA DETTO?

Le citazioni che compaiono in questa rubrica sono in buona parte ricavate da Spunti e spuntini letterari di Rita Rutigliano, pubblicato nel dicembre 2000 dalla GS Editrice, che ha inaugurato la collana “Cibo di carta” proposta dall’autrice all’associazione culturale “Ca dj’ Amis – Ristoranti della Tavolozza” Il volume ha vinto il terzo premio al concorso nazionale “Libri da gustare" 2001 e nello stesso anno ha ottenuto una nomination al prestigioso concorso internazionale per il “Gourmand World Cookbook Award 2001”, per la categoria "Best Food Literature Book" in cui si è poi aggiudicato il titolo di "Miglior libro in Italiano" (cfr http://www.cookbookfair.com).

Collaborate! Ringraziamo in anticipo chi vuole aiutarci a far crescere la nostra raccolta. Scrivete a redazione@lagazzettaweb.it, premettendo la frase CHI L'HA DETTO? e poi inserendo oltre alla citazione le indicazioni bibliografiche (autore, titolo del volume, numero della pagina, editore etc).


2003 - citazioni da 1 a 20
1-20 | 21-40 | 41-60 | 61-80 | 81-100

E’ ben strano che l'apparato digerente eserciti un tale dominio sull’intelletto. Non riusciamo a lavorare e neppure a pensare se lo stomaco non è d'accordo, da lui dipendono le emozioni e le passioni. Dopo le uova al bacon ci dice: “Lavora!”. Dopo una bistecca e un bicchiere di birra scura ci dice “Dormi!”. Dopo una tazza di tè (due cucchiaini per ogni tazza e non lasciarlo in infusione per più di tre minuti), dice al cervello: “Svegliati e mostra tutta la tua forza. Sii eloquente, profondo e tenero; penetra con occhio acuto i misteri della natura e della vita; allarga le candide ali del vivido pensiero e innalzati, spirito divino, sul mondo turbinoso, percorri le lunghe strade cosparse di stelle fiammeggianti fino alle porte dell’eternità!”.
J. K. Jerom
Tre uomini in barca

Il Corano, oltre a disegnare un Paradiso dove tutti i piaceri sensuali saranno soddisfatti, incita i credenti a godere in questo mondo tutte le delizie che riescono a procurarsi. Coerentemente con questa teologia della gratificazione, gli anonimi autori dei ricettari islamici sono soliti iniziare le loro opere con una giustificazione in cui, dopo aver elencato le gioie della vita, affermano che il mangiare e il bere costituiscono le due delizie più nobili poiché, oltre a sostenere il corpo e a preservare la vita, rafforzano nei credenti l'amore verso Dio.
Il mondo in cucina
(a cura di M. Montanari)

Noi alla sera cenammo a polenta e cotognata.
B. Fenoglio
La malora

Consiglierei, come regola generale, di non stabilire associazioni fra gastronomia e sesso se non si hanno ancora venticinque anni. Prima di quest’età, tranne che in alcune degnissime eccezioni, il palato è ancora nella fase prelogica.
M. Vazquez Montalban
Ricette immorali

Penso al cibo e ci sento pure gli odori. Per un bel quarto d’ora lascio le tenerissime a bagno nell’uovo sbattuto, profumato da aglio e rosmarino. Un tuffo ed una rotolata da maestro nel pane grattato, la scrollatina ed il gloria è in padella, mezzo olio e mezzo burro. Sento il profumo della felicità.
C. Martini
Diario di un uomo goloso ed altri racconti

Jim mi avvertì inoltre che non si devono contare le cose che si mettono a cucinare, perché ciò porta sfortuna. La stessa cosa avviene se si scuote la tovaglia da tavola dopo il tramonto.
Mark Twain
Le avventure di Huck Finn

Come Dio volle, dopo un digiuno di ventiquattr’ore, finalmente don Gesualdo poté mettersi a tavola, seduto in faccia all’uscio, in maniche di camicia. La ragazza gli aveva apparecchiata una minestra di fave novelle con una cipolla in mezzo, quattr’ova fresche e due pomidori ch’era andata a cogliere a tastoni dietro la casa. Le ova friggevano nel tegame, il fiasco pieno davanti: dall’uscio entrava un venticello fresco che era un piacere, insieme al trillare dei grilli, e l’odore dei covoni sull’aia.
G. Verga
Mastro don Gesualdo

Ogni morto di fame è un uomo pericoloso.
E. Vittorini
Conversazione in Sicilia

Intanto Gervasia urlava ad Agostina di portare due litri. Poi a un lato della tavola, empì i bicchieri di vino e chiamò tutti. Ciascuno prese un bicchiere, e si bevve alla buona amicizia di tutta la famiglia. Vi fu un silenzio, la compagnia beveva, le donne d’un tratto buttavano giù il vino fino all'ultima goccia. “Nulla è meglio prima della minestra - dichiarò Boche con un rumore della lingua. - Val meglio che un calcio nel sedere.
E. Zola
L’ammazzatoio

Decisi dunque che, per evitare la confusione, l’unica cosa da fare fosse scappare in paese a prendere un gelato. Era l’unica evasione possibile anche se, dati i tempi, i gelati del caffè Centrale erano diventati immangiabili. Ma forse non era per il gelato che si scappava in paese con tanta gioia. Era piuttosto un misero tentativo di dimenticare per un momento la tragica realtà tuffandosi infantilmente nel piacere di gustare uno di quegli orribili dolci.
M. Zorzi
I Nemici in giardino

Attraverso la fessura della dispensa appena socchiusa la mia mano si protendeva come un amante attraverso la notte. Quando poi si era orientata nell'oscurità, cercava al tatto zucchero e mandorle, sultanina o marmellata. E come l'amante, prima di baciarla, abbraccia l'amata, così il toccarli era un primo approccio, avanti che la bocca ne assaporasse la delizia. E come si concedeva carezzevole alla mano il miele, come si concedeva l'uva passa, come persino il riso! Com'era appassionato il loro incontrarsi, ora finalmente liberato dalla mediazione del cucchiaio! Grata e ardente come una fanciulla che sia stata rapita dalla casa paterna, la marmellata di fragole si offriva al mio piacere senz'onta di pane e per così dire nella libera gloria del Signore, e perfino la tenerezza del burro ricambiava morbidamente l'audacia del pretendente che era penetrato fino al suo nido virginale. In breve volger di tempo la mano, questo baldanzoso Don Giovanni, aveva espugnato ogni cella e ogni recesso, lasciandosi dietro gocciolii e straripamenti: verginità che si rinnovava senza stridore di pianto.
W. Benjamin
Infanzia berlinese

E poi, che volete? Alle mense del buon popolo, i vini suggellati inspirano d’ordinario una troppo giusta diffidenza, perché i più non se ne intendono e sono troppo facili ad accontentarsi dei nomi: e in materia di vini, sotto a nomi celebri e venerabili, girano in commercio bevande così perverse e immorali […]. E non è solo a tavola che i galantuomini mal si prestano a sì fatti liquidi: […] “[…] dateci in cambio il vino fresco di botte, di quello che se ne vuota d’un fiato solo un bicchierotto, e cava la sete e consola lo stomaco”.
G. Rajberti
L’arte del convitare, spiegata al popolo

Comunque, ciò che con maggior forza attirò Sonny e me verso Michael fu il cibo. Michael cucinava bene, una capacità che a noi due mancava completamente. Con il fritto, era un maestro. Indovinava con uno scarto di pochi gradi la temperatura dell'olio bollente, lasciando cadere uno scalogno sulla superficie e guardandolo accartocciarsi.
S. Turow
La legge dei padri

Appena aperto il frigorifero, la vide. La caponatina! Sciavuròsa, colorita, abbondante, riempiva un piatto funnùto, una porzione per almeno quattro pirsone. Erano mesi che la cammarera Adelina non gliela faceva trovare. Il pane, nel sacco di plastica, era fresco, accattato nella matinata. Naturali, spontanee, gli acchianarono in bocca le note della marcia trionfale dell’Aida. Canticchiandole, raprì la porta-finestra doppo avere addrumato la luce della verandina. Sì, la notte era frisca, ma avrebbe consentito la mangiata all’aperto. Conzò il tavolinetto, portò fora il piatto, il vino, il pane e s'assittò.
A. Camilleri
La gita a Tindari

[…] mangiò due tramezzini e bevve, bollente, un caffè; un caffè che il carabiniere-barista gli faceva speciale, nella speciale quantità di caffè e abilità di farlo che un napoletano, com’era il carabiniere-barista, poteva impiegare per riscuotere la speciale stima di un superiore”.
L. Sciascia
Il giorno della civetta

Progenitori dell'umanità, che avete perso tutto per una mela, che cosa non avreste fatto per un tacchino farcito con tartufi?
Anthelme Brillat-Savarin
Fisiologia del gusto

[…] dopo essere andato a trovare in Brooklyn una ragazza […] ch’egli descrisse più tardi come la sua «dolce amichetta», si arrampicò con noncuranza sul suo ridicolo velivolo all’alba del memorabile 7 luglio del 1937, sputò un farfallone di saliva tabaccosa nell’aria tranquilla, e demarrò, portando seco soltanto un gallone di gin di contrabbando e sei libbre di salame
J. Thurber
Il più grand’uomo del mondo

"Desidera un po' di lingua al madera?" chiedevo a denti stretti, con una falsa espressione di allegria simile a un ghigno da rictus, dato che avrei dovuto continuare a ripetere e ripetere la stessa cosa, perché i capitani d'industria, che mangiavano lo stesso ben di Dio di avanzi camuffati con la salsa ogni giorno e per i quali gli antipasti caldi erano chiaramente un raggio di sole in una giornata altrimenti buia, erano duri d'orecchio.
A. Bourdain
Kitchen Confidential

La neve cominciò a cadere a mezzanotte. Ed è vero/che si sta meglio in cucina,/anche se fosse la cucina dell'insonnia./V'è caldo, ti cuoci qualcosa, bevi del vino/e guardi dalla finestra l'intima eternità.
Vladimir Holan

LA gallina era sul fuoco, con una bella carota rossa una grossa cipolla e un mazzetto di prezzemolo, i cui gambi spuntavano dal bordo della pentola.
G. Simenon
L'amica della signora Maigret

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