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Rita Rutigliano
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“Arruolato contro l'AIDS”
Pubblicato su “Corriere Medico” del 19-20 marzo 1990

Stampato in mezzo milione di copie, l'opuscolo sarà distribuito ai giovani tra gli 11 e i 18 anni. Particolare attenzione sarà prestata ai luoghi di aggregazione come centri sociali, oratori e scuole. Il fine è evitare il contagio e i pregiudizi Tuttavia dalla versione definitiva è sparito ogni accenno ai profilattici

Entra in campo in questi giorni, a Torino, l'ultimo arruolato nella battaglia per combattere la diffusione dell'Aids. È "capitan Xida", così battezzato per richiamare il nome "latino" della malattia (Sida) mentre la X sta per opposizione, cancellazione.
Capitan Xida è il protagonista di un fumetto che presto raggiungerà circa mezzo milione di ragazzi italiani fra gli 11 e i 18 anni, attraverso una rete distributiva che comprende i luoghi di aggregazione giovanile in cui la loro presenza è forte: le scuole medie inferiori e superiori, gli oratori, i centri sociali ecc.

Capitan Xida è dunque il personaggio chiave di una campagna di prevenzione che, con un opuscolo di 16 pagine illustrate a fumetti, si rivolge per la prima volta specificamente ad adolescenti e preadolescenti fornendo loro informazioni utili per evitare il contagio e per aiutare senza pregiudizi chi è colpito dalla malattia.
Ad "inventare" campagna e personaggio, avvalendosi della consulenza di organismi internazionali preposti alla lotta all'Aids, è stata l'Api (Associazione Politrasfusi Italiani con sede a Volpiano, Torino).

Quali le premesse da cui è partita la sua azione? Dice Angelo Magrini, presidente dell'Api: “Innanzitutto è nuovo l'obiettivo di questa operazione. Fino ad oggi le campagne di prevenzione erano destinate esclusivamente a chi adottava comportamenti a rischio, ma ora che i ricercatori hanno dimostrato che il problema investe tutti indistintamente si cerca di ampliare il più possibile il ventaglio dei destinatari del messaggio”. E' in questo nuovo scenario che si inserisce il progetto, curato dall'Api e dall'assessorato torinese alla gioventù, rivolto ai giovanissimi.

Il metodo migliore per un approccio al problema è sembrato, in questo caso, il fumetto, “una forma di espressione con la quale i giovani hanno una notevole familiarità”.
Dalle pagine della pubblicazione capitan Xida si inserisce nella fantasia di un qualunque ragazzo, per guidarlo un po' attraverso i pericoli della vita quotidiana, in particolare veicolando in modi e termini abbastanza chiari ed espliciti alcuni messaggi fondamentali: come si contrae l'Aids, come prevenirlo, come convivere con chi è malato. Insomma, si è voluto spiegare anche ai ragazzini, illustrandole con semplici disegni, le più elementari norme di comportamento per difendersi dall'Aids.

L'iniziativa, lodevole ed efficace, presenta però una lacuna di cui non si può tacere. Il nostro eroe capitan Xida si è infatti scordato anche solo di nominare il profilattico; non già come anticoncezionale, ma almeno come dice la parola stessa e come ha sottolineato Walter Grillone, primario dell'Amedeo di Savoia “in funzione di strumento per la profilassi, cioè per la prevenzione medica”. E' un'omissione non da poco, a quanto pare frutto di un compromesso con il mondo cattolico col quale evidentemente si dovevano fare i conti prima di distribuire in tutta Italia, anche attraverso le sue strutture, circa 500.000 copie dell'opuscolo. E' un fatto, comunque, che nella prima versione della pubblicazione l'uso del profilattico era consigliato.

Rita Rutigliano


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