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Rita Rutigliano
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Un timbro sulla Natura
Pubblicato su "Piemonte Parchi" n° 79, giugno 1998

Ambiente e natura formato francobollo, per la gioia dei filatelici. La filatelia italiana virata al 'verde', del resto, ha ormai al suo attivo parecchie interessanti emissioni. I francobolli dedicati a questi temi sono decine, di volta in volta realizzati ad esempio per sollecitare la salvaguardia delle specie animali in via di estinzione oppure per ricordare — come recitava il titolo di una serie uscita negli scorsi anni — che "La natura è vita" e bisogna evitare di arrecarle danni.

Un precedente illustre risale al 1966, cioè alla prima serie di quattro francobolli: ciascuno ritraeva un diverso soggetto floreale (pino, olivo, garofano, margherite), e i valori corrispondenti erano di 20, 40, 90 e 170 lire. Nello stesso anno vide la luce un'altra serie, anch'essa di quattro esemplari, tutta dedicata ai parchi nazionali. Sul francobollo da 20 lire era rappresentato uno stambecco ritto sul costone di una montagna con lo sfondo del Gran Paradiso, quello da 170 coglieva un gruppo di daini all'ombra di una pianta secolare del Circeo, le altre due emissioni (di 40 e 90 lire) presentavano un orso bruno sotto un vecchio faggio del parco nazionale d'Abruzzo ed un cervo sullo sfondo del gruppo di Orles, nello Stelvio.

Con un salto di qualche anno arriviamo al 1980, quando — con l'aggravarsi del problema dei dissesti idrogeologici in Italia — l'Ente Poste nazionale realizzò una speciale emissione del valore di 80 lire. Altamente simbolica la vignetta, in cui si vedeva il globo terrestre diviso in due parti: una fiorente, l'altra ridotta a deserto. E significativo il monito dell'allora presidente dell'Ordine nazionale dei geologi, Renzo Zia: «Potrà servire» — scriveva — «a ricordare a tutti che il tempo e l'attesa possono solo aggravare i problemi geologici del nostro Paese».

Nel 1983 l'attenzione è invece puntata sul lavoro di prevenzione degli incendi, di difesa della natura dai rifiuti e dall'inquinamento, di blocco di nuovi insediamenti edilizi in prossimità dei boschi. Si stampa, perciò, la serie dedicata a "La salvaguardia della natura — I boschi — Corpo Forestale dello Stato" (una delle quattro emissioni è centrata proprio sull'attività del CFS).
Quattro emissioni anche nel 1987, questa volta riservate a laghi e fiumi: le vignette raffigurano i fiumi Volturno e Tirso ed i laghi di Garda e Trasimeno.

Nel 1991, poco dopo il "via libera" della Camera alla legge-quadro sui parchi, sono di scena — in altrettanti francobolli, tutti del valore di 500 lire — il cervo sardo, l'orso marsicano, il falco pellegrino, la posidonia (una pianta con due specie acquatiche marine, una delle quali comune anche lungo le coste mediterranee). Notevole la tiratura, che contava quattro milioni di esemplari.
Nel giugno 1995, per decisione del Consiglio d'Europa "anno europeo per la conservazione della natura", entra in campo anche il Vaticano. Per la prima volta le poste locali emettono una serie di otto francobolli "verdi" (come soggetto, ma non solo…).

Sono altrettante immagini, in un'ampia cornice di color verde, di inediti angoli verdi e fioriti del più piccolo stato del mondo (44 ettari, in buona parte a giardini) e della villa papale di Castel Gandolfo, a 20 chilometri da Roma. Le vignette, verticali, riportano le immagini di una piccola fontana del '600 (un Tritone di Gianlorenzo Bernini) tra archi di Rhyncosperma Gelsominoide, presso la Radio vaticana (200 lire); il "viale delle rose", nella villa di Castel Gandolfo (300 lire); una statua di Apollo Citaredo, nel boschetto dei giardini vaticani (400 lire); rovine dell'antica villa di Domiziano, inclusa nella villa papale a Castel Gandolfo (550 lire); una rara specie di Acero Negundo variegatum argenteum nel "viale dell'osservatorio" in Vaticano (750 lire); il giardino del Belvedere, a Castel Gandolfo (1.500 lire); la fontana dell'aquila, con alberi secolari di Quercus Ilex, nei giardini vaticani (2.000 lire); una veduta del "viale dei cipressi", con un piccolo monumento equestre, nella villa di Castel Gandolfo (3.000 lire).

Sempre nel 1995, ma emessi in marzo dalle poste italiane, ecco quattro francobolli a soggetto ornitologico: nelle vignette — del valore di 600 lire — compaiono l'airone cenerino, il grifone, l'aquila reale ed il fringuello alpino.

Piaceranno agli entomologi, invece, i quattro francobolli italiani emessi nell'agosto 1996 (3 milioni di esemplari ciascuno, tutti del valore di 750 lire) che rappresentano policrome farfalle. Coloratissimi e molto belli anche i cinque 'dentellati' che, nello stesso anno, la Repubblica di S. Marino ha dedicato a vari esponenti del mondo animale — dai pinguini agli uccelli — nella serie "Mondo natura" basata su splendide fotografie (tiratura: 250.000 serie complete).

Il 1997, infine, e quindi le emissioni più recenti. Giugno ha visto comparire una serie (quattro francobolli da 800 lire) sui giardini pubblici italiani: raffigurano il triestino Parco di Miramare, Villa Sciarra nella capitale, il piemontese Parco Cavour e l'Orto Botanico del capoluogo siciliano. Ciascuna vignetta presenta un'immagine significativa del giardino rappresentato ed un elemento decorativo comune, che si sviluppa sul lato sinistro e sul lato inferiore del francobollo, con le rispettive SÁNTENA", "VILLA SCIARRA-ROMA" e "ORTO BOTANICO-PALERMO"

Del giugno scorso anche la serie di quattro soggetti che S. Marino ha dedicato agli alberi monumentali: ne sono stati tirati 300.000 esemplari da 50 lire, 350.000 da 800, 220.000 da 1.800 ed altrettanti da 2.200 lire.

Rita Rutigliano


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