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Rita Rutigliano
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Quest'anno, regalo verde!
Pubblicato su "Consumatori", nel n° del dicembre 1994

Per chi ama la natura e vuole trasmettere questo messaggio a un parente o a un amico; per quelli "dell'ultima ora"; per gli eterni indecisi; per chi ha poche idee… E se quest'anno facessimo un "regalo verde"?

Natale è ormai alle porte, e di certo avete cominciato a pensare ai regali da fare ad amici e parenti. Eccovi allora, se siete amanti della natura o più semplicemente preoccupati del benessere del nostro pianeta, una piccola guida pratica per rispettare anche in questa occasione la vostra filosofia ecologica. Eccovi, insomma, un breve vademecum per doni un po' inconsueti: i "regali verdi".

Potete, naturalmente, sbizzarrirvi nell'acquisto di piante da appartamento di vario genere e formato: certi di accontentare, così, chi di verde ha anche il pollice. Oppure (se ci avete pensato quest'estate, però) potete consegnare ai vostri amici buongustai allegri vasetti con le colorate conserve che avete preparato con le vostre mani, o bottiglie con olii ed aceti che avete provveduto ad aromatizzare con i loro aromi preferiti: penseranno a voi, con simpatia, ogni volta che li apriranno avvicinandosi ai fornelli.

Ottime scelte, queste, e sempre gradite; ma ormai il panorama di possibilità, per chi vuole fare un regalo verde anche se di flora non se ne intende e le conserve casalinghe non ha saputo o potuto farle, è un bel po' più vasto... Ad esempio, se ci tenete a fare un dono "alimentare" o artigianale, nella vostra ricerca del regalo ecologico non dimenticate che c'è una tendenza a privilegiare prodotti, materiali, lavorazioni provenienti dai paesi in via di sviluppo: dal Bangladesh e Sri Lanka all'America Latina.

Si sta infatti consolidando la rete del cosiddetto "commercio equo e solidale", che funziona al di fuori degli intermediari tradizionali direttamente tra piccoli produttori e venditori (in genere cooperative di volontari). Oltre alle proposte in carta riciclata (quaderni, materiale scrittorio, blocchi per appunti ecc) nei cataloghi di vendita per corrispondenza preparati dalle associazioni ambientaliste (ad esempio Legambiente e WWF Panda Shop) fan bella mostra di sé un'infinità di prodotti etnici in materiali naturali di origine vegetale: cotone, juta, luffa (ovvero un tipo di zucca), vimini, legno e bambù sono le materie prime utilizzate per borse, sacche, portafogli, utensili da cucina, cesteria, tappeti, foulard e quant'altro; non mancano poi le terrecotte o i prodotti alimentari, come il caffè e il cacao biologici.

Caccia al regalo verde
C'e dell'altro, però, sotto l'abete natalizio degli ecologisti.
Che ne dite, ad esempio, di un maglione in puro filato di bottiglia di plastica, frutto del connubio fra moda ed ambiente? Non sto scherzando, credetemi: quella di cui vi parlo non è l'ultimo grido in fatto di moda "underground", ma una proposta nata nel campo del riciclaggio dei contenitori in Pet (quelli assai usati ad esempio per l'acqua minerale). Se opportunamente trattati, infatti, possono servire per fabbricare una fibra tessile destinata all'abbigliamento (cosa che ha provveduto a fare il Consorzio Replastic).

Già fin d'ora, poi, per i patiti dei prodotti ecocompatibili che scelgono di colorare il loro Natale con un serio impegno ecologista esistono non poche alternative ai tradizionali circuiti dello 'shopping' frettoloso e all'insegna del più inutile consumismo. Nel campo dell'abbigliamento sportivo, per dirne uno, si possono trovare articoli ottenuti dal riciclaggio di materie prime: esistono felpe in fibra di Pvc (un materiale plastico usato come isolante), e vengono commercializzati (anch'essi in materiale riciclato) pure articoli per lo sci e gli sport invernali.
A proposito, anche le calzature per lo sport (settore in cui fino a poco tempo fa era massiccio il ricorso a materiali sintetici) stanno diventando sempre più ecocompatibili: così, sono reperibili scarpe prodotte con materiale riciclato proveniente da altre scarpe o calzature con suole in gomma riciclata (dagli pneumatici delle autovetture, per la precisione).

Dall'abbigliamento all'oggettistica d'uso quotidiano, anzi costante: gli orologi. C'è quello da polso, il coloratissimo "Greenwatch" interamente costruito in plastica riciclata, o quello elettrico da tavolo che sfrutta l'energia prodotta dall'elettrolisi (invece che dalle pile, l'energia necessaria al suo funzionamento viene fornita da una batteria costituita da due cilindri pieni di acqua e sale in cui sono immersi due elettrodi). E ancora, sempre sul fronte del risparmio ecologico e dunque della riduzione dei rifiuti pericolosi, si segnala il ritorno sulla scena dei cronografi meccanici, che non necessitano di pile ma soltanto della minima dose di pazienza necessaria per "caricarli".

La "caccia al regalo verde" potrebbe proseguire in uno dei terreni più frequentati, quello cosmetico e profumiero: ormai sono parecchie, le aziende che producono e vendono cosmesi naturale in cui vengono utilizzati ingredienti vegetali spesso frutto di coltivazioni biologiche. Alcune di queste aziende, poi (un esempio per tutti è la rete di negozi "Body Shop"), praticano anche il cosiddetto "refill" — ovvero la ricarica dei flaconi esauriti, che consente di ridurre il carico di rifiuti prodotti — e ritirano i vuoti per il riciclaggio dei contenitori in plastica. Così, può capitare che il vostro vecchio flacone di shampoo torni a casa sotto forma di dischetti profumati da mettere nei cassetti della biancheria...

Rita Rutigliano


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