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Rita Rutigliano
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Nei giardini sui laghi
Pubblicato su “Opere” n° 3/1994. Fa parte di un servizio che comprendeva altri due articoli.

Ogni anno la Regione Piemonte promuove, insieme all'ADSI (Associazione Dimore Storiche Italiane), visite guidate ad alcuni fra i più bei giardini storici d'Italia.
Nei giardini storici delle ville e nei parchi naturali che s'affacciano sui laghi piemontesi, le specie più disparate di fiori e piante partecipano da sempre «ad un informale concorso di bellezza che ogni anno si rinnova». Anche gli antichi Romani scelsero queste sponde per impiantare i loro vivai, antesignani della moderna floricoltura.
Ecco, allora, un sintetico vademecum alla scoperta di alcuni di questi piccoli “eden” lacustri.

Villa Ponti (Arona, tel. 0322/44522). L'edificio fu costruito intorno al 1760 e ricostruito fra il 1910 e il 1920. Nel giardino spicca una fontana ripresa da modelli barocchi, circondata da alti faggi e cedri argentati, ma non mancano magnolie, azalee e rododendri.

Villa Fontana (Belgirate, tel.0322/243537). Dotata di un vastissimo parco in cui sorgono tre palazzine a vario disegno, fra le quali uno “chalet” che riproduce quello reale della tenuta di S. Rossore. Il giardino, di stile inglese, è ricco tra l'altro d’esemplari arborei secolari di rara bellezza.

Villa Pallavicino (Stresa, tel.0323/31533-32407). La villa (costruita intorno al 1850) gode di un panorama che spazia dal promontorio della Castagnola di Pallanza fino ai monti della Svizzera, mentre il parco arriva alle colline dove sorgeva l'antico castello di Stresa. I Giardini botanici ed una raccolta d'animali d'ogni parte del mondo, che dà vita ad uno zoo d'eccezione, richiamano sulle sponde del Verbano studiosi di zoologia ed appassionati di botanica.

Villa Ducale (Stresa, tel.0323/30091). Imponente palazzo che risale al 1771, dal 1966 è sede del Centro Studi e del Museo dedicati ad Antonio Rosmini (religioso e filosofo, fondatore dell'Istituto della carità, che qui trascorse gli ultimi anni prima della morte nel 1857). La villa è circondata da un giardino, originariamente all'italiana, ricco d’importanti alberature. Da notare: nella parte verso il lungolago si conserva un cedro del Libano messo a dimora nel 1860, nella parte interna troneggia invece una "Magnolia Grandiflora", raro esemplare botanico moltiplicatosi per propaggine.

Isole Borromee: Isola Madre (tel.0323/31261) e Isola Bella (tel.0323/30556). Nel mezzo del lago Maggiore, poi, l'intera Isola Bella è uno spettacolare giardino voluto dai Borromeo; nella vicina Isola Madre, invece, si può ammirare uno dei primi giardini pensati ad uso botanico. Considerate le gemme più splendide nella corona di bellezze naturali che è il Verbano, sono entrambe rivestite di lussureggiante vegetazione e l'arte le ha arricchite di palazzi, di capolavori che ne decorano le sale, di superbi giardini.

Il palazzo che sorge sull'Isola Madre (la più grande) risale al 1590 circa, e nel 1599 - quando la peste infuriava in Piemonte - vi trovò rifugio Carlo Emanuele di Savoia. Date le condizioni climatiche così favorevoli da consentire la coltivazione all'aperto di specie sub-tropicali, il suo giardino è tra i più suggestivi, importanti ed antichi d'Italia.

Il palazzo ed il giardino che sorgono sull'Isola Bella sono invece d'origine seicentesca (1650-1671). Il primo - accessibile attraverso ampie gradinate - è un'autentica meraviglia per le sue linee, la dovizia di mobili e armature, la gran copia di pitture e sculture e arazzi, le grotte di tufo sotterranee. I giardini - degna cornice del sontuoso palazzo - riflettono il gusto tipico del periodo barocco in cui nacquero, ovvero quello del “giardino all'italiana” in cui la natura è considerata spettacolo da un punto di vista schiettamente scenografico: in questo caso, lo scopo era di aggiungere verosimiglianza all'evocazione di un vascello.

Pertanto i giardini, nelle loro linee generali, sono costituiti da 10 sovrapposte terrazze a forma di piramide tronca, dove passeggiano tranquillamente alteri pavoni: in origine erano ricoperte da aiuole d'erbe e di fiori con spalliere abbellite da sempreverdi ed agrumi, ma col tempo quest'ordine rigorosamente schematico venne abbandonato e gli alberi crebbero rigogliosamente facendo meritare al luogo, già nell'Ottocento, l'appellativo di "Paradiso Terrestre".

Villa S. Remigio (Pallanza Verbania, tel. 0323/504401). Oggi sede regionale, fra quelle costruite nel tardo Ottocento è l'espressione più significativa dell'armonia fra architettura e giardino. Qui Sofia Brownwe (pittrice irlandese) e Silvio della Valle di Casanova (poeta e musicista napoletano) vollero creare «il giardino del sogno», e al termine dei lavori, nel 1916, aprirono il parco ai visitatori. È suddiviso in parti fra loro molto diverse, come diversi sono i sentimenti e gli stati d'animo che dovevano rappresentare od evocare, dai nomi suggestivi: giardino delle Ore, giardino della Letizia, giardino della Mestizia, giardino delle Memorie, giardino dei Sospiri...

Villa Taranto (Pallanza Verbania, tel.0323/556667-44055). È una costruzione ottocentesca di gusto neoclassico. I suoi celebri giardini botanici si estendono su oltre 20 ettari con quasi 20.000 varietà di piante, alcune d’assoluta rarità: di fatto, sono una sorta di enciclopedia della floricoltura. La loro origine è relativamente recente (1931) e la dobbiamo al capitano Mc Eacharn, gentiluomo scozzese che volle poi (1938) farne dono all'Italia, insieme con la villa ora adibita a sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La stupenda e complessa scenografia è impostata su uno stile d’assoluta spontaneità: la valletta, il pergolato di glicini con fioriture azzurre e gialle, la scalinata, la fontana dei putti, la grande serra dove galleggiano enormi foglie di Victoria regia, il vasto prato davanti alla villa, il giardino d'inverno con le più interessanti specie sub-tropicali...

Villa Motta (Orta, tel.02/48009161). Situata sulla punta della penisola di Orta e affacciata direttamente sul lago, fu costruita nella seconda metà dell'Ottocento. Il giardino, iniziato nel 1880 e continuamente ampliato ed arricchito, si stende sulle pendici della collina che contorna la villa. Diversamente da molti parchi tradizionali, è disegnato da boschetti di piante pregiate (camelie, osmanti, rododendri) e siepi (azalee, rose), mentre le conifere (fra cui i rari e magnifici abeti del Caucaso) fungono da quinta. Il risultato è un giardino singolarmente luminoso, dai cui viali vengono offerte molte prospettive del lago e dell'Isola di S. Giulio.

Rita Rutigliano


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