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Rita Rutigliano
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Tra erbe, fiori, pietre...
Pubblicato su "Barolo & Co" n° 10/1994, nella mia rubrica sui "Musei"

Veloce carrellata su un mondo di erbe, fiori e pietre... per tratteggiare le caratteristiche di almeno alcuni tra i tanti musei, più o meno importanti, che in Piemonte se ne occupano.

A Carmagnola, nel parco della Cascina Vigna, c'è il Museo Civico di storia naturale (via S. Francesco di Sales 188, tel. 011/9771220): è particolarmente attrezzato per la didattica, con presentazione di diorama e vetrine a tema di mineralogia (oltre che di paleontologia ecc).

Documentazione didattica sulla flora, la fauna, le rocce e i minerali presenti in ambito locale si trova invece esposta — accanto a collezioni prevalentemente etnografiche e di cultura materiale — nel Museo delle genti delle Valli di Lanzo allestito a Ceres (piazza del Municipio, tel. Municipio 0123/53316 o Comunità montana 0123/35491)). Il Museo di scienze naturali compreso nelle Civiche raccolte di Palazzo Vittone a Pinerolo (p.zza Vittorio Veneto 8, per informazioni e appuntamenti tel. Pro Loco 0121/74477) ospita sezioni di geologia, mineralogia, fauna locale ed extralocale nonché la donazione Strani di modelli micologici (nota a livello nazionale).

Nel Museo civico di Susa (via al Castello 16, tel. 0122/33104) è di rilievo la raccolta di fauna locale, impostata nell'ultimo quarto dell'Ottocento dalla locale sezione del Club Alpino Italiano. Parimenti di rilievo, presso il Museo Nazionale della montagna di Torino (di cui abbiamo parlato su Barolo n 3/93), la collezione di erbari seconda, in città, soltanto a quella, preziosissima, dell'Orto Botanico dell'Università (v.le P.A. Mattioli 25, tel. 011/6699884). I fogli dell'erbario Carestia, complementari a quelli custoditi appunto nell'orto botanico torinese, si trovano invece a Varallo Sesia, presso il Museo "Pietro Calderini" (via don Maio, tel. 0163/51424), compresi all'interno di una collezione naturalistica di notevole interesse storico.

A Torino ha sede pure il Museo etnografico e di scienze naturali dell'Istituto Missioni della Consolata (c.so Ferrucci 14, visitabile solo su prenotazione, tel. 011/446446): avviato oltre 90 anni fa, tra il resto annovera sezioni di mineralogia e petrografia, insieme ad un erbario di flora asiatica e sudamericana (raccolta sistematica della flora del Venezuela). Restiamo ancora per un istante nel capoluogo, per segnalare il Museo di storia naturale "Don Bosco" (v.le Thovez 37, tel. 011/6601066): originato a partire da una raccolta didattica avviata dal Santo sul finire dell'Ottocento, possiede tra l'altro notevoli settori di mineralogia, petrografia, botanica. A proposito: a Castelnuovo Don Bosco c'è un Museo Missionario (frazione Becchi, tel. 011/9876976) che conserva anche rilevanti nuclei di materiale naturalistico raccolto dai salesiani in Sudamerica, America Centrale, Medio ed Estremo Oriente.

Uno tra i principali musei naturalistici del Piemonte è il Museo civico "Craveri" di storia naturale, a Bra (via Craveri 15, tel. 0172/412010): fauna europea ed extraeuropea, flora, minerali, fossili, archivi scientifici, manufatti della preistoria sahariana; e, ancora, serra e giardino con piante esotiche e persino una stazione meteorologica attiva dal 1859.

Rita Rutigliano


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