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Rita Rutigliano
PORTFOLIO

La collezione Sperati
Tratto dall’opuscolo su "Palazzo Lascaris" (Consiglio Regionale del Piemonte, 1999)

Nel 1980 la signora Luisa Sperati dona al Consiglio Regionale del Piemonte (con il preciso vincolo di ambientarla nel Palazzo Lascaris) la collezione ereditata dal padre Emilio, stimato scultore e fonditore che, nato nel 1861 a Milano e diplomatosi all'Accademia di Brera, si era trasferito a Torino. Qui rimase poi fino alla morte (1931), creandovi la prima «Fonderia Artistica per Monumenti Equestri e Statue Colossali» (al n. 36 di Strada Regio Parco), collaborando con quasi tutti gli scultori più noti, producendo egli stesso piccoli bronzi artistici (nel 1908 ne presentò alcuni, ottenendo la medaglia d'oro e molti elogi, all'Esposizione nazionale della Società Promotrice di Belle Arti organizzata per il cinquantenario dello Satuto Albertino).

La «Collezione Sperati» che dobbiamo a questa singolare figura d'artista-artigiano si trova nelle sale di rappresentanza e comprende un centinaio di dipinti e oltre 120 bronzetti del quarantennio a cavallo tra Ottocento e Novecento, soprammobili, porcellane ed altri oggetti. I dipinti, parecchi di buon livello e comunque buon esempio del gusto di un'epoca fervida di trasformazioni, riflettono il modo in cui Emilio Sperati percepiva l'arte.

Spesso si tratta di studi, bozzetti o opere prime, produzioni giovanili di artisti suoi coetanei ed amici (Giovanni Segantini, i fratelli Leonardo ed Ernesto Bazzaro, Emilio Longoni, Virgilio Lipari) alcuni dei quali sarebbero diventati personalità di primo piano. Non mancano opere di artisti piemontesi: come i paesaggi di Lorenzo Delleani e di Adolfo Dalbesio, le pitture di Giovanni Giani e Leonardo Bistolfi, i nove quadri di Alessandro Lupo. Per qualità si distinguono, infine, i ritratti dei membri della famiglia.

I bronzetti, raccolti nelle vetrinette poste ai diversi piani del Palazzo, sono opera di artisti notevoli: Giuseppe Grandi, Ernesto Bazzaro, Odoardo Tabacchi, Davide Calandra, Edoardo Rubino, Cesare Biscarra, Giacomo Ginotti, Leonardo Bistolfi, Giovan Battista Forchino e molti altri. Una vetrina, infine, custodisce i bronzetti presumibilmente ideati dallo stesso Emilio Sperati.

Rita Rutigliano


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