Per osservare il cielo possono bastare un lucernario e pochi strumenti, ma se davvero volete curiosare fra le stelle potete accedere a diversi osservatori, superprofessionali o meno, in diverse località italiane
La notizia è piuttosto recente: nella notte del 31 ottobre scorso due astrofili milanesi hanno scoperto in una piccola galassia (la NCG 3021, nella costellazione del Leone minore) una supernova (una stella esplosa) distante dalla terra otto milioni d'anni luce.
Anche se non tutti i "cacciatori d'astri" possono vantare la medesima fortuna, per dar vita ad una cupola-schermo capace di farci vedere le stelle sono sufficienti un lucernario su un tetto e pochi strumenti. L'importante è stabilire il proprio punto d'osservazione in una località adeguata, fuggendo il più lontano possibile dall'inquinamento (anche luminoso...) delle metropoli. Particolarmente adatti sono i luoghi di montagna, collina o mare, specie se molto bui e distanti da luci soprattutto al neon e al sodio.
Ma per scrutare il cielo italiano esistono numerosi "punti di vista" già opportunamente attrezzati, che costituiscono un ragguardevole patrimonio culturale (dotato pure d'attrattiva turistica) e in ogni caso favoriscono lo studio del cielo, cuore della ricerca astronomica, avvicinando ogni anno decine di scolaresche.
Nel nostro Paese gli osservatori astronomici non professionali sono un centinaio, una sessantina dei quali consentono al pubblico (su prenotazione, in giorni prefissati o in occasione di eventi particolari) di partecipare ad osservazioni guidate.
La maggior parte di quelli aperti al pubblico sono in Veneto, Lombardia (10 siti astronomici ciascuno) e Toscana (7 osservatori). La classifica in base al numero di osservatori non professionali in generale è invece guidata da Toscana e Lombardia (15 osservatori a ciascuno), seguite da Veneto (14 siti) ed Emilia Romagna (13 unità). Numerosi i siti anche in Piemonte, mentre grande esclusa dall'elenco delle località con osservatorio è invece Roma (che però ben presto avrà un planetario itinerante, che servirà ad attività didattiche: il progetto è dell'Associazione astrofili delle società di telecomunicazioni di Iri-Stet (Astris) e del Musis).
Uno degli osservatori italiani maggiormente specializzato per le attività didattiche è quello di Lumezzane (Brescia), che da cinque anni svolge attività di divulgazione scientifica. Le sue iniziative per le scuole sono riunite nel "progetto Eureka", che propone lezioni sotto le cupole di tre diversi planetari e proiezioni sulle mitologie del cielo.
Le meraviglie del cielo
Al progetto è abbinato un programma di visite guidate con soggiorno, organizzato in collaborazione con il Cts per l'ambiente: comprende attività interrattive di archeologia, astronomia e birdwatching che si svolgono tra le celebri incisioni rupestri della Valcamonica e nella riserva naturale delle torbiere del Lago d'Iseo.
Uno dei pochi osservatori professionali in Italia, dipendente dal Ministero della ricerca scientifica, si trova invece alle porte del capoluogo piemontese. E' quello di Pino Torinese, dove lavorano una cinquantina di astrofili impegnati nella vera e propria ricerca astronomica e dove comunque non viene trascurata la finalità didattica e divulgativa. Un'attenzione testimoniata nella sede dell'osservatorio di Alpette, vicino a Cuorgnè (Torino), dove si svolgono ogni mese un centinaio di appuntamenti con appassionati, curiosi, studenti: sono previste due visite settimanali diurne e tre mensili notturne, tutte gratuite. Per osservare al telescopio il Sole e il pianeta Venere basta prenotarsi, mettendo però in conto che i tempi d'attesa sono piuttosto lunghi. L'osservatorio del Pino non mette a disposizione il tanto affascinante planetario, ma strumenti d'alta precisione che rendono possibile un'osservazione diretta dei principali fenomeni astronomici.