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“Terramadre” al Salone del Gusto 2004
16 mar 2004

Torino - Ancora una volta il capoluogo piemontese sta preparandosi ad accogliere il Salone del Gusto, che dal 21 al 25 ottobre porterà sotto le volte del Lingotto il meglio della produzione enogastronomica italiana e internazionale e — con la regia di Slow Food — promuoverà l’educazione al gusto e la difesa della biodiversità alimentare anche attraverso numerose attività didattiche, degustazioni, convegni ed altre numerosissime iniziative.

Quest’anno, però, il fitto programma delle giornate dedicate al meglio della gastronomia mondiale si annuncia arricchito di un’importante novità. Il prossimo autunno, a Torino e in Piemonte arriveranno 5000 contadini, produttori di cibo ed altri operatori del settore provenienti da ogni angolo del globo, per un evento già battezzato “Terramadre” - Incontro Mondiale tra le Comunità del Cibo”.

Progettato ed organizzato da Slow Food, e patrocinato dalla Fao (Food and Agriculture Organization, l’organismo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), questo meeting internazionale senza precedenti servirà a fare il punto della situazione fornendo un vero e proprio, puntuale, resoconto su come stanno le cose. I 5000 convenuti, insomma, parleranno del loro lavoro — nella maggior parte dei casi assai faticoso, e di solito sottovalutato e misconosciuto — e metteranno a confronto le rispettive esperienze.

Il Comitato promotore
Il comitato promotore di “Terramadre” è stato costituito poche settimane fa (precisamente il 10 febbraio), quando Ministero per le Politiche agricole, Regione Piemonte e Comune di Torino hanno formalmente accolto la proposta di Slow Food. Enzo Ghigo, presidente della Regione, ha spiegato che «“Terramadre vuole dare voce ad un modo nuovo e diverso d’intendere la produzione di cibo. Un modo attento alle risorse ambientali, agli equilibri planetari, alla sostenibilità, alla qualità dei prodotti e alla salvaguardia della biodiversità».

I rappresentanti delle comunità produttive di tutto il mondo, perciò, nell’ambito del Salone del Gusto «avranno a loro disposizione uno spazio ed un tempo» in cui potranno essere comunicate, analizzate e confrontate le «esperienze positive che nei diversi Paesi hanno trovato soluzioni a problemi comuni». Nell’iniziativa, ha precisato, «saranno coinvolti soggetti che condividono un approccio rispettoso della dignità di ogni anello della catena produttiva alimentare, che potranno riportare l’esperienza fatta all’interno delle proprie comunità di origine».

Un progetto ambizioso
Francesco Saverio Abate, direttore generale del Ministero per le Politiche agricole arrivato a Torino in rappresentanza del Ministro Alemanno, ha aggiunto che si tratta di «un progetto ambizioso, che metterà a confronto un crogiolo di esperienze riguardanti tutti gli aspetti dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca».

Il Comune di Torino, ha precisato invece il sindaco Sergio Chiamparino, «si occuperà degli aspetti dell’accoglienza, coinvolgendo le associazioni laiche e religiose e delle singole famiglie». Per ospitare i partecipanti a “Terramadre”, c’è da aggiungere, «si chiederà anche la disponibilità degli agricoltori piemontesi, che potranno così avere momenti diretti per uno scambio delle rispettive conoscenze».

Carlo Petrini, presidente di Slow Food, ha poi rimarcato che con questo meeting «le comunità produttive del cibo entreranno in sintonia con il percorso che il Salone del Gusto ha intrapreso per non essere solo una manifestazione di consumo. Le tematiche prioritarie saranno l’agronomia e la zootecnia, che metteranno in evidenza saperi e conoscenze straordinarie, la centralità del patrimonio agroalimentare mondiale e degli uomini che lavorano per sostenerlo».

L’organizzazione dei lavori
L’obiettivo di “Terramadre”, in sostanza, è di consolidare a livello planetario «un fronte compatto di sostegno e promozione d’iniziative che vadano nel segno di una nuova e più saggia agricoltura nel mondo, e più in generale di un nuovo modo di intendere la produzione di cibo». Dal punto di vista organizzativo si prevedono indicativamente quattro giornate di lavori, dal 20 al 23 ottobre.

La prima giornata sarà organizzata in sessione plenaria. Ad essa faranno seguito due giornate improntate su gruppi di lavoro, suddivisi per tematiche, e la giornata conclusiva con un’ultima sessione plenaria. Un primo livello dei lavori riguarderà «i grandi temi che preoccupano oggi tutti i produttori di cibo»: fra gli altri biodiversità, fame, povertà, acqua, sostenibilità, tecnologie tradizionali, agricoltura biologica, ruolo delle donne, legami tra sviluppo delle economie rurali e prevenzione dei conflitti. Tutti gli argomenti saranno trattati mediante la «presentazione di casi di studio che possono porsi come esemplari».

Un secondo livello di dibattito sarà costituito da una serie di “laboratori della terra”, dedicati a singole produzioni (come riso, mais, caffè, grano e tuberi), dove «i vari gruppi di lavoro potranno condividere questioni più tecniche, ma necessariamente incroceranno il loro cammino di riflessione con quello dei temi affrontati il giorno precedente».

Il Comitato promotore di “Terramadre” si propone, inoltre, di «favorire le iniziative economiche, sociali, culturali più avanzate» - ispirandosi ai «principi della libertà e della dignità dell'individuo, della solidarietà fra tutti gli uomini, dello sviluppo delle capacità imprenditoriali e sociali» - e di «verificare l’eventualità di conferire continuità all’iniziativa, prendendo in esame la possibilità di costituire un ente (associazione o fondazione) dedicato al perseguimento di tale scopo nel tempo».

Il patrocinio della Fao
Un’altra importante novità del Salone del Gusto edizione 2004 è il patrocinio della Fao, il cui direttore generale Jacques Diouf sarà presente all’inaugurazione. Lo ha annunciato lo stesso Diouf ad Enzo Ghigo in occasione di un incontro avvenuto l’11 dicembre scorso a Roma, durante il quale il presidente della Regione Piemonte ha sottolineato l’intenzione di «promuovere il Salone dando particolare rilievo alla salvaguardia della biodiversità, alla lotta contro la fame e la povertà, al corretto uso dell'acqua».

Nella stessa circostanza, Ghigo ha poi confermato a Diouf il raddoppio (da uno a due milioni di euro) del finanziamento piemontese riguardante il programma di sicurezza alimentare nell'area del Sahel, in corso di realizzazione dal 1997. L'incontro Regione Piemonte — Fao ha fatto seguito al protocollo d'intesa, sottoscritto il 30 maggio 2003 a Torino, per avviare una stretta collaborazione tesa a favorire lo sviluppo dei Paesi meno avanzati per mezzo della cooperazione decentrata e a promuovere una serie d’iniziative per il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni più svantaggiate.

Per saperne di più:
Info: Slow Food, tel. 0172-436711

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