banner

la Gazzetta Web
GLI ARTICOLI

Storie di migrazione piemontese
21 gen 2003


Alba
(CN) — Arvangia è una parola piemontese che significa rivincita, rivalsa. E’ anche il nome scelto per sé da una vivace associazione culturale “langarola”, che oggi conta circa 600 soci e appunto persegue la rivincita della memoria e delle «esperienze culturali meno appariscenti». Ufficialmente nato ad Alba (CN) il 4 febbraio 1987, il sodalizio affronta il sedicesimo anno d’attività rilanciando il suo impegno a sostegno di studi e ricerche sull’emigrazione piemontese.

La riscoperta dei movimenti migratori sta coinvolgendo le scuole subalpine con due iniziative in cui sono impegnate la Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale e la stessa Regione Piemonte (attraverso l’Assessorato alle politiche per l’Immigrazione e l’Emigrazione): il concorso “Regioni del mondo e ragioni del cuore: storie di immigrati e di emigrati”, bandito dalla Polizia di Stato con la collaborazione del Ministero della Pubblica Istruzione, e il concorso “Storie di Migrazione”, giunto alla terza edizione e realizzato in collaborazione con il quotidiano La Stampa e le Province Piemontesi.

A supporto di queste due iniziative, l’Associazione Arvangia offre la presentazione di un paio di volumi che affrontano proprio questi temi (“Io parto per la Merica. Storie di emigranti piemontesi”, L’Arciere di Cuneo, 1987) e “la Merica che non c’era. Il mito della terra promessa nelle storie degli emigrati piemontesi in Argentina”, Priuli & Verlucca, 2002). Ed offre, forse soprattutto, le preziose testimonianze di giovani studenti argentini ospiti dell’Associazione grazie al sistema di borse di studio create dal progetto “Nidi di rondine” e alle esperienze di stage di formazione favorite dal progetto “Taragnà”.

In tempi recenti per l’Arvangia ci sono stati, al riguardo, vari appuntamenti. Fra gli altri: il 9 dicembre, all’Auditorium della Fondazione Ferrero di Alba, la presentazione del “Lunario delle colline solidali” per finanziare le sopra citate borse di studio pro studenti italo-argentini. Ancora in dicembre, l’associazione è stata protagonista di tre incontri molto significativi: il 14, a Carmagnola, il convegno sul tema “Emigrazione & Immigrazione” organizzato dall’Associazione Culturale Calabresi nel Mondo e dalla Rete dei Comuni Solidali; il 20, al Liceo Statale di Bra, per collaborare alla realizzazione del progetto “Vecchie e nuovi migrazioni”; il 21, nella sede dell’emittente televisiva torinese “Telestudio”, la presenza alla trasmissione “Na seira cun noi” interamente dedicata ai rapporti di interscambio culturale tra Piemonte e Argentina.

Altre iniziative sono in programma durante l’anno da poco cominciato. Per esempio è già in calendario la presentazione del libro “la Merica che non c’era” (Priuli & Verlucca editori), che illustra il fenomeno degli “emigranti di ritorno”: ad Alba il 7 febbraio, ad Alessandria all’inizio di marzo e poi a Frossasco il 29 marzo. Quest’ultima avverrà nell’ambito di un importante convegno di studi, dal titolo Piemonte Emigrazione, che l’Associazione Piemontesi nel Mondo sta organizzando in collaborazione con la Regione Piemonte.

Prosegue, inoltre, la difficile ricerca genealogica-parentale a favore di famiglie italo-argentine alle prese con la pratica burocratica che consente di acquisire la cittadinanza italiana. Gli ultimi “messaggi in bottiglia” giunti via posta elettronica stati inviati da Aldo Alberto Ambrosino di Jesus Maria («è alla disperata ricerca dell’atto di battesimo del bisnonno italiano Antonio Giuseppe Ambrosino, nato tra gli anni 1851 e 1853 a Saluzzo o paesi limitrofi, e dell’atto di matrimonio dei trisnonni Giacinto Ambrosino e Maria Bianciotto, genitori di Antonio» e da Marta e Carlos Larino (analogamente «interessati a reperire l’atto di nascita dell’antenato Pietro Battista Colla, nato a Cuneo il 26-06-1871, figlio di Alessandro Colla e Teresa Lovisolo, convolato, poi, a nozze in Argentina nel 1904 con Adelina Radavero, figli di Antonio Radavero e Angela Ghia»).

Intanto, fra il resto l’associazione continua a promuovere recupero e restauro conservativo di abitazioni e fabbricati in stato di degrado. A questo provvede in particolare il premio annuale “Case di pietra. Le case della terra”, grazie al quale chiese, cascinali e castelli in disarmo rivivono per esempio in forma di agriturismo o di piccoli musei etnografici: come la “Casa delle Memorie”, tel. 0141-89112, nata a Mango (CN) nei locali di una ex canonica.

Ancora: l’Arvangia organizza corsi e conferenze etc, si occupa di folclore e turismo, propone spettacoli in piemontese e iniziative editoriali, stimola la produzione di scritti. A proposito: si è chiusa da poche settimane, il 31 dicembre, la quinta edizione del concorso letterario “Il Libro che cammina” (che nel 2002 verteva sul tema “La memoria che prude”).

Per saperne di più:
Info: Assoc. L’Arvangia, V.le Cherasca 39, 12051Alba (Cuneo)
tel. & fax: 0173-35946

Nei nostri archivi:
cerca migrazione
Fra gli articoli:
Dal Piemonte all’Argentina, le tappe dell’emigrazione italiana
Piemontesi e bronsin nella Pampa argentina

Rita Rutigliano


links utili

cerca nel sito

cerca nel WEB

archivio articoli








Questo articolo è tutelato dalla legge 633/1941 sul diritto d'autore.
Se desiderate utilizzarlo, potete richiedere un'autorizzazione scritta