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Con il trenino nella miniera di talco

19 feb 2002

Torino – State cominciando a pensare a dove si potrebbe andare, con i bambini, per la classica gita di primavera? Una buona idea potrebbe esser quella di portare l'amata progenie a Prali, in Val Germanasca, per una bella visita ad una ex miniera di talco.

Anche in questo febbraio, dopo la pausa a cavallo fra autunno ed inverno, ha riaperto i battenti Scopriminiera ovvero l'ecomuseo del talco. Nato nel 1998 per iniziativa della Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca, che voleva salvaguardare e valorizzare anche in chiave turistica un notevole patrimonio storico, sociale e culturale, negli ultimi anni “Scopriminiera” ha realizzato un'intensa attività come laboratorio di recupero e valorizzazione della memoria del lavoro minerario un tempo prospero nella zona.

L'insediamento industriale delle miniere di talco “Paola” e “Gianna” è stato recuperato dal suo stato d'abbandono. Dopo un accurato lavoro di ricerca e di studio e poi di realizzazione, affrontato con grande entusiasmo, si è inserito nel circuito di ecomusei aperti in anni recenti dalla Provincia di Torino. Così, da possibile simbolo di malessere e d'irreversibile crisi produttiva si è trasformato in un vivace polo di cultura, didattica e turismo che ha consentito a migliaia di persone di avvicinarsi alla storia della Val Germanasca, alle sue miniere, ai suoi abitanti.

Qui il pubblico ha l'opportunità di entrare in uno dei musei del territorio più completi e moderni d'Europa. Sul piazzale d'ingresso, negli ex fabbricati industriali, si apre lo spazio, luminoso, in cui si comincia a conoscere la comunità locale, la vita del minatore, il suo durissimo lavoro e le sue paure. In mostra ci sono abiti, attrezzature, oggetti vari, testimonianze e via via una vasta documentazione (foto, video, materiali d'archivio etc). Dopo di che si può passare alle visite guidate, che offrono ai bambini e agli adulti una rara occasione: quella di avventurarsi in tutta sicurezza nel sottosuolo, approfondendo la conoscenza diretta degli ambienti geologici e di lavoro in cui si sono mosse quattro generazioni di minatori.

Equipaggiati con tanto di casco, lampada e mantellina impermeabile (dalla roccia può stillare acqua e in certi punti l'umidità può raggiungere il cento per cento), si sale su un trenino che si addentra nella montagna, ripercorrendo i bui cunicoli che i minatori piemontesi hanno scavato per un paio di secoli sempre inseguendo le preziose vene di talco variamente disseminate dai capricci geologici.

I vagoncini scorrono, lenti, nella penombra: quasi due chilometri fra sagome di minatori e vecchie attrezzature d'epoca, a tratti sfiorando le pareti dei tunnel, sentendo sulla pelle l'aria proveniente dai condotti di ventilazione, apprezzando il contrasto – in certi punti davvero netto – fra il buio delle gallerie ed il bianco intenso e luminoso del talco…

Di tanto in tanto, per rendere ancor più emozionante la visita, il viaggio è scandito da tappe in cui sono stati riprodotti fedelmente il frastuono delle esplosioni delle mine, le voci e i richiami degli operai, i colpi di piccone e i rumori assordanti dei macchinari che fino a non troppi anni fa entravano sul serio in azione per estrarre il talco dalla montagna. Un talco veramente prezioso, perché quello della Val Germanasca era considerato fra i più puri dell'intera Europa: chiamato “il Bianco delle Alpi” per la sua purezza, era trasportato verso la pianura a dorso di mulo e dalla fine del Settecento (e per un bel pezzo) è stata la principale risorsa economica del territorio.

Se non siete tipi da accontentarsi di seguire per due o tre ore i percorsi nelle viscere della montagna, sappiate che (oltre ad animazioni didattiche ed a visite al centro di documentazione e all'archivio storico) “Scopriminiera” organizza anche escursioni a bassa e alta quota. Permettono di raggiungere, seguendo sentieri tracciati ed attrezzati proprio a questo scopo, vari punti di estrazione e i villaggi dove soggiornavano i minatori.

Non basta ancora? Allora, non perdetevi il singolare lato scenografico delle iniziative che ruotano attorno e dentro le ex miniere. L'atmosfera ovattata e rarefatta e il silenzio profondo delle gallerie, a centinaia di metri di profondità, rendono affatto speciali rappresentazioni teatrali ed eventi culturali. Come “L'ultima notte di Giordano Bruno” e “Le rose di Atacama” di Luis Sepulveda, realizzate in collaborazione con Renzo Sicco e “Assemblea Teatro”, che negli anni scorsi hanno richiamato fin qui migliaia di spettatori da tutto il nord Italia.

Iniziative spettacolari sono previste anche per il 2002. Il primo appuntamento è per sabato 9 marzo, quando farà tappa “Musiké”, una rassegna di concerti di musica classica delle valli Chisone e Germanasca: esattamente alle 21, il trenino dei minatori porterà i suoi sessanta passeggeri nel cuore della Miniera Paola: in quest'insolita sala potranno ascoltare gli archi del Quartetto '900, che suoneranno brani cameristici del XX secolo.

In ultimo, un consiglio: qui si affronta il clima del sottosuolo e prima e dopo si è immersi nell'ambiente montano (1.265 m d'altitudine), perciò conviene munirsi di abbigliamento pesante (maglione e/o giacca a vento) e indossare scarpe sportive.

Per saperne di più:
Info e prenotazioni:
“Scopriminiera”, Località Miniera Paola, 10060 – Prali (TO)
tel. & fax 0121-806987
http://www.provincia.torino.it/scopriminiera/index.html
http://www.chisone-germanasca.torino.it/

Nei nostri archivi:
Le ex miniere diventano ecomusei
La Via dell'Ardesia, un ecomuseo a tappe
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Rita Rutigliano


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