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Il Salone del vino fa il bis
22 nov 2002

Torino — Ancora non si sono spenti gli echi del successo del Salone del Gusto, al Lingotto di Torino, ed è già al via la kermesse che da oggi al 25 novembre fa del capoluogo subalpino la capitale dell’enologia. Sotto le volte dell’ex stabilimento Fiat torna il Salone del Vino, per la seconda edizione (22-25 novembre) che si annuncia in crescendo: quest’anno sono presenti oltre 1.100 cantine (la volta scorsa erano 800) e si prevede la partecipazione di più o meno 35.000 visitatori professionali (circa 30.000 nel 2001).

Appuntamento di respiro internazionale riservato agli addetti ai lavori, il Salone è insieme grande piazza commerciale, amplissima e variegata sala di degustazione, osservatorio e punto d’incontro d’affari e cultura. Vede a fianco a fianco, distribuiti su una superficie espositiva di ben 50.000 metri quadrati, le “grandi firme”, i Consorzi di Tutela delle più famose e consistenti denominazioni e i “terroir” importanti o emergenti dell’enologia nazionale. Sono presenti fra l’altro tutte le nostre principali “terre da vino”, vale a dire quasi tutte le regioni: Piemonte, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Valle d'Aosta, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Marche, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia. Una gran bella occasione, per i talent scout del settore, per arricchire la “carta dei vini d'Italia'”....

Intenso il calendario di iniziative, mostre, workshop e convegni (con interventi di alcuni degli operatori più qualificati) durante i quali gli esperti possono misurare le tendenze del mercato ed interrogarsi — a poche settimane dalla conclusione di una vendemmia che ha conosciuto luci ed ombre - sul futuro del “nettare di Bacco”. Tre, in particolare, gli assi tematici lungo i quali si sviluppa il Salone: il rapporto vino-cibo, vino-finanza e vino-tendenze (nei campi della produzione, dei comportamenti di consumo e dell’evoluzione del gusto).

Gli italiani e il vino nel 2002
In tema di vino e tendenze: l'Osservatorio del Salone (istituto di ricerca no profit che controlla ogni mese le tendenze economiche del mercato eroico e sta diventando un centro di documentazione prezioso per chi produce, commercializza e interpreta il vino) ha presentato oggi una sua recente indagine, condotta su un numero rappresentativo di cantine nostrane. Dalla ricerca, intitolata “Gli italiani e il vino nel 2002”, emerge fra l’altro che il boom del vino di qualità fa sempre più da traino all'intero settore. Il successo delle migliori sigle ha contribuito ad allargare il mercato, in termini sia di fatturato sia di incremento della copertura dei canali di vendita, e il 94 per cento delle aziende italiane avrebbe tratto vantaggio dall'aumento di interesse registrato negli ultimi anni per questo tipo di prodotto.

Fra gli eventi di maggior richiamo, il 24 novembre, un collegamento diretto con il castello di Grinzane Cavour (CN), dove si terrà l'asta di Barolo e Barbaresco (40 lotti dei migliori produttori battuti da Christie's, il ricavato devoluto in beneficenza). Prima ancora, sabato 23, un altro momento clou della manifestazione: l’inedito incontro di due dei tre cuochi nominati “chef del XX secolo”, Fredy Girardet e Joel Robuchon, in un seminario dominato dall’interrogativo «C’è futuro senza passato in cucina? Fusion is confusion». Accanto alle due star Charlie Trotter, di Chicago (USA), che molte guide indicano come il migliore chef d’America.

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Rita Rutigliano


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