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Fatti e cifre del turismo in Piemonte
13 mag 2002

Torino - Quali sono, oggi, le cifre del turismo piemontese? Quanti i turisti che lo scorso anno hanno scelto la regione subalpina come meta per una vacanza, o almeno per una fine di settimana? Da dove provengono, e che destinazioni scelgono?
E poi: preferiscono il campeggio o il lussuoso “cinque stelle”, la soluzione “bed & breakfast” o il fascino del soggiorno in una dimora storica?

Le risposte a queste ed altre domande sono contenute nel “Rapporto statistico sul turismo in Piemonte 2001”, elaborato dall’Osservatorio turistico regionale e presentato ufficialmente nei giorni scorsi, che per la prima volta scatta una fotografia finalmente attendibile dei flussi turistici e delle preferenze dei visitatori del Piemonte.

Si tratta di un lavoro, ha spiegato Ettore Racchelli (assessore regionale al turismo, che costituisce «la prima tappa di un’azione di monitoraggio volta a tracciare l’identikit del turismo in Piemonte. Così abbiamo a disposizione i dati sul settore alberghiero ed extra-lberghiero, cui si aggiungeranno tra breve gli studi su altri fenomeni importanti per l’economia del turismo piemontese ma ancora in attesa di una precisa quantificazione statistica. Per esempio la neve, l’escursionismo e il turismo giornaliero, l’indotto dell’enogastronomia, la partecipazione agli eventi a carattere turistico, il mondo delle seconde case».

L’Osservatorio, ha aggiunto Racchetti, «sta raccogliendo questi dati avvalendosi di ulteriori indicatori statistici: i passaggi autostradali, la navigazione lacustre, gli arrivi aeroportuali etc. In pochi mesi, dunque, avremo un grafico fedele della domanda e dell’offerta del Piemonte turistico. Potremo avvalercene per delineare con efficacia sempre maggiore le strategie di marketing e promozione in Italia e all’estero».

Ecco, in sintesi, alcuni elementi emersi dall’analisi dei dati finora disponibili.

Il Piemonte turistico è in buona salute e cresce nonostante la crisi internazionale: in un solo anno gli arrivi sono aumentati del 5.94% e le presenze (= numero degli arrivi x giorni di permanenza) dell’8.38%. Ciņ significa che nel 2001 hanno scelto il Piemonte e vi hanno trascorso almeno una notte 2.682.994 turisti (150.364 in più), e che le presenze nelle strutture alberghiere ed extra-alberghiere sono state 8.770.355 (678.086 in più).

Con questi risultati il Piemonte risale la classifica delle regioni italiane, provvisoria perché su alcune regioni mancano ancora dati definitivi ed esistono solo proiezioni, ponendosi al 14° posto (prima di Umbria, Valle d’Aosta e Calabria e tallonando regioni a vocazione turistica di ben più antica data, come la Puglia e la Sardegna).

Un po’ a sorpresa (visto che non ha il mare…), il Piemonte si rivela essenzialmente una meta estiva: il 62% degli arrivi e il 65% delle presenze si concentra, infatti, nel semestre aprile-settembre. Qualche piccola sorpresa arriva anche dall’esame delle mete prescelte dai turisti: tradizionali leader si confermano ancora una volta il Distretto dei laghi e l’Area metropolitana di Torino. I laghi rafforzano anzi la propria leadership, mentre Torino conferma la sua vocazione di capitale culturale del Piemonte con i suoi musei e i suoi eventi.

Una seconda area interessante, in termini di flussi turistici sul totale regionale, è quella che raccoglie Alessandria, la Valle di Susa e il Pinerolese, l’area di Cuneo. Queste ultime due, e la Valle di Susa in particolare, hanno visto crescere gli arrivi e le presenze in modo considerevole, grazie anche al contributo che il prodotto “montagna” offre al territorio.

Sostanzialmente stabile, ma comunque in crescita, il panorama nel distretto enogastronomico di Langa e Roero (che peraltro presentano una situazione anomala, e difficile da monitorare, anche per il fatto che molti stranieri sono proprietari di seconda casa). Si registra anche un incremento di Asti, Canavese e Novara: «va interpretato sicuramente in senso positivo, ma considerando che si tratta di piccoli numeri in termini assoluti».

Quanto ai turisti stranieri, rappresentano una grossa fetta dei visitatori del Piemonte: ben il 42,2%, poco meno della metà delle presenze totali. La Germania costituisce il 13.57% delle presenze, che va a concentrarsi durante i mesi estivi nel territorio dei Laghi. La Gran Bretagna rappresenta il 5.12% delle presenze e si concentra soprattutto nel periodo estivo sul Distretto dei Laghi, mentre nei mesi invernali continua a prediligere le settimane bianche in alta Val di Susa.

I turisti in arrivo dalla Francia sono il 4.52% del totale di presenze. Durante i mesi estivi si localizzano principalmente nella zona dei Laghi, mentre si nota una sostenuta concentrazione nell’area metropolitana di Torino durante il periodo tardo-primaverile e in Val di Susa durante la stagione sciistica.

Tra i mercati emergenti si segnalano la Svezia e la Danimarca, con una crescita di presenze progressiva e consolidata dal 1991 ad oggi (presenze Svezia: da 12.516 nel 1991 a 28.990 nel 2001; presenze Danimarca da 21.252 nel 1991 a 31.473 nel 2001).

Dal punto di vista della ricettività la fotografia del Piemonte turistico mostra meno alberghi (erano 1535 nel 1997, nel 2001 sono scesi a 1452), che perņ sono più grandi, più moderni e con più posti letto (66.150 contro i 65.973 del 1997). Un vero e proprio “boom”, e maggiore varietà di scelta, c’è stato nel campo extra-alberghiero (dai “b&b” alle case vacanze, dagli agriturismi agli affittacamere): fra il 1997 ed il 2001 il numero degli esercizi è salito da 1127 a 1502, e i posti letto sono passati da 70.070 a 77.833.

Il saldo complessivo è, quindi, in forte crescita: l’offerta turistica del Piemonte conta oggi su 2.954 esercizi e 143.983 posti letto complessivi, contro i 2.662 e 128.674 di cinque anni fa.

I numeri del turismo in Internet e in un Cd-rom
Vi interessa sapere quando gli scandinavi arrivano più numerosi in Piemonte, quanti sono stati l’anno scorso i turisti olandesi che per le loro vacanze hanno scelto un “B & B” dell’alessandrino oppure di che nazionalità sono i più assidui frequentatori delle Langhe? Per saperlo basta consultare il CD-Rom che accompagna il rapporto “Dati statistici sul turismo in Piemonte”, uno strumento pensato soprattutto per gli operatori del turismo e dell’informazione. I contenuti del dischetto saranno fra poco disponibili anche in Internet, all’indirizzo http://www.regione.piemonte.it/turismo, dove chiunque potrà scoprire tutti i numeri del turismo regionale: migliaia e migliaia di cifre, organizzate in tabelle e grafici di facile consultazione, che offrono una particolareggiata fotografia dell’ospitalità “sabauda” e dei gusti di chi decide di metterla alla prova.

Per saperne di più:

Rita Rutigliano


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