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la Gazzetta Web GLI ARTICOLI |
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La storia dipinta da Massimo DAzeglio
16 dic 2002
Torino Prosegue fino al 23 febbraio lampia rassegna un vero e proprio omaggio - che la Galleria Civica dArte Moderna e Contemporanea di Torino dedica a Massimo Taparelli dAzeglio, con lintento di «rendere più agevole la lettura complessiva della sua opera di artista», perché il personaggio conosciuto da tutti come letterato e come uomo politico fu anche (ciò che molti ignorano) un pittore di indubbio talento.
«Massimo D'Azeglio e l'invenzione del paesaggio istoriato» (vale a dire l'inserimento della vicenda storica nel paesaggio naturale) è una mostra, dalla forte impronta didattica, ricca di opere e di sorprese. Ne emerge la personalità poliedrica di un grande intellettuale subalpino e testimone particolare dell'Ottocento italiano: Massimo DAzeglio fu pittore, scrittore, ministro e ambasciatore, autore di importanti opere letterarie come "Ettore Fieramosca, ovvero La disfida di Barletta, ed anche per esempio de I miei ricordi.
Diviso tra lattività politica e la vocazione artistica e letteraria, le alternò alimentando tutte con una forte carica di tensione civile. La mostra torinese, curata da Virginia Bertone, lo accoglie come rappresentante di rilievo e anzi protagonista di primo piano della nuova stagione romantica, in cui «lattenzione si concentra sullambientazione nel paesaggio naturale delle grandi vicende storiche, calato nellinvenzione di un nuovo genere pittorico: il paesaggio istoriato». E, intanto, rende anche conto di un impegnativo lavoro di schedatura e di revisione di tutti i materiali presenti nel fondo conservato presso la stessa GAM (fondo che comprende un cospicuo numero di studi, bozzetti, dipinti e album di disegni donati nel 1877 dal nipote di Massimo DAzeglio, Emanuele).
Sono esposte 116 opere, selezionate tra gli oltre 250 dipinti e i 27 splendidi album che racchiudono più di 1500 disegni a penna e acquerellati del fondo in questione, ed anche notevoli pezzi i loro D'Azeglio più belli - prestati da importanti collezioni private e dalle principali collezioni pubbliche italiane (tra cui la Pinacoteca di Brera, lAccademia di Brera, la Biblioteca Braidense, il Museo di Milano, Palazzo Reale di Torino, la Galleria Sabauda, la Galleria Nazionale dArte Moderna di Roma, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, Palazzo Pitti di Firenze, il Museo Sanna di Sassari).
Numerosi i capolavori presenti, alcuni mai più esposti dagli anni delle esposizioni celebrative del 1866 e del 1966, che per la prima volta permettono di «ricostruire, attraverso fruttuose relazioni con gli studi preparatori e i bozzetti, il modus operandi» di Massimo DAzeglio. Un video con immagini ad alta definizione offre, inoltre, loccasione di sfogliare i disegni contenuti negli album.
Per saperne di più:
Il catalogo della mostra, edito dalla GAM, che contiene anche studi di Fernando Mazzocca, Paolo Mauri, George Virlogeux, Giulia Carpignano e Patrizia Rosazza.
Va segnalato inoltre Massimo dAzeglio, Epistolario (1819-1866) a cura di Georges Virlogeux, Edizioni del Centro Studi Piemontesi. Il quinto volume dellopera è stato presentato il 21 novembre scorso alla GAM, durante una conferenza dal titolo Massimo Dazeglio un torinese per lItalia e per lEuropa.
Ingresso: € 5,50 intero; € 3 ridotto
Info: tel. 011-4429518
Viste guidate, gruppi e scuole: tel. 011-4429546
Nei nostri archivi:
cerca Galleria dArte Moderna; Andar per mostre; Un castello e la civiltà del legno in due volumi piemontesi
Rita Rutigliano
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