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Riprende il tour fra le città d'arte del torinese

14 mag 2001

Torino - Ad urne elettorali ormai chiuse, il 26 maggio riprende il tour fra le piccole "Città d'arte a porte aperte" nel torinese. Questa volta il circuito promosso dalla Provincia tocca ben 7 località, in alcuni casi collegate fra loro da navette.
Come il solito con un po' d'anticipo, in modo da consentirvi di organizzare una "gita" sicuramente interessante, vi offriamo qualche nota a proposito di qualcuno fra i molti tesori che potrete ammirare per due giornate (il 26 e 27 maggio) a San Benigno Canavese e il 27 maggio a Montanaro-San Benigno Canavese, Susa, Collegno, Carignano-Osasio-Virle. In ciascun comune, lo ricordiamo, è attivato un insieme omogeneo di proposte d'accoglienza (dai punti informativi alle visite guidate) che porteranno i visitatori alla scoperta di bellezze artistiche, storiche e monumentali in genere nascoste.
Cominciamo curiosando un po' fra quelle che impreziosiscono Montanaro:

Il Castello (visitabile solo all'esterno), la cui storia s'identifica con quella dell'abbazia di Fruttuaria. Il primo maniero, infatti, fu venduto ai monaci di San Benigno nel 1255 e intorno al 1533 l'abate cardinale Bonifacio Ferrero provvide a ricostruirlo. Parzialmente rifatto nel secolo scorso, della struttura cinquecentesca conserva le torri settentrionali, la prigione e la torre della zecca.
La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta: costruita tra il 1644 e il 1649 su progetto dell'architetto Morello, fu ampliata dal 1757 al 1765 su disegni di Bernardo Antonio Vittone. A lui si devono anche (pregevoli) l'altare e il pulpito, mentre è del Quarini la balaustra. L'organo monumentale "Vegezzi Bossi", da poco restaurato, è del 1872. Il campanile, eretto nel secolo XVIII ad opera di Vittone e Quarini, misura 47.60 m ed è fra i più alti del Piemonte.
L'Oratorio di San Giovanni Decollato e Santa Marta: la caratteristica facciata, disegnata dal Vittone, è situata al centro della scenografica piazza della Chiesa, tra l'altissimo campanile e la chiesa parrocchiale.
Il Santuario diocesano di Santa Maria d'Isola e campanile romanico: la chiesa attuale è settecentesca, della costruzione originaria rimane solo il campanile della fine del Duecento.
Il Santuario diocesano di Santa Maria di Loreto: eretto sul luogo in cui sorgeva un antico sacello, su progetto presunto di Guarino Guarini, ha un campanile settecentesco.

Particolarmente ricca e varia, il 26 e il 27 maggio, l'offerta di San Benigno Canavese. Propone anche una serie di visite "fuori porta": itinerari ciclistici nel verde alle chiese di San Rocco e di San Sebastiano (barocche), di San Grato e di San Nicolao (settecentesche), di San Bernardo (dalle curiose storie sul suo nucleo centrale), della Madonna delle Grazie (gioiello architettonico), di Santa Croce, della Confraternita nel ricetto, dell'Annunziata. E ancora, è possibile raggiungere cascinali dalla nobile architettura e verdi angoli della campagna sanbenignese: le località Vauda, Cerello, Bruciata. Altri itinerari di relax: il parco fluviale sulle sponde del fiume Malone e le verdi rive del torrente Orco. Oltre a ciò, naturalmente, non mancano pregevoli edifici e monumenti:

Torre campanaria: dell'anno Mille, su sei piani divisi da fregi architettonici, conserva al suo interno i resti di un mosaico, un affresco raffigurante una Madonna in trono e un'ardita scala intra muros.
Abbazia di Fruttaria del 1303: costruita da Guglielmo da Volpiano e centro europeo della riforma cluniacense, offre un vasto percorso archeologico con impianti strutturali quali la "Rotonda del Santo Sepolcro", le cinque absidi orientali, i transetti, i forni delle campane. Stupendi i preziosi mosaici del presbiterio.
Abbazia di Fruttaria del 1776: sorta sull'abbazia precedente per volere del cardinale Delle Lanze, sul modello della basilica romana di San Pietro, è opera degli architetti Vittone e Quarini. Con visite guidate si può accedere allo scuròlo e alla sacrestia (architettura settecentesca). Inestimabile il patrimonio pittorico, che comprende opere di Defendente Ferrari, Mariano Rossi, Giuseppe Cades ed altri.
Palazzo Abbaziale: oggi istituto salesiano, conserva tutto lo splendore della dimora cardinalizia del Delle Lanze. Il chiostro, risale all'anno Mille, sorge accanto all'abbazia e alla ex sala capitolare.
Torre del Ricetto: antica porta di ingresso a est, si caratterizza per il doppio arco ogivale e per le tracce del ponte levatoio medievale.
Curiose, infine, le meridiane di Via Miaglia: sono del 1699 e segnano contemporaneamente l'ora secondo i quattro metodi tradizionali: francese, italiano, canonico-giudaico, babilonese.

Ed eccoci a Susa, l'antica e bella "capitale" d'una valle che è stata ed è «cerniera fra il Piemonte e l'Europa»: per secoli crocevia di lingue e di cultura, ha un lungo passato di cui resta ampia messe di testimonianze. Nell'antichità passaggio obbligato tra la Francia e la pianura padana, è la città romana più importante dell'intera Italia settentrionale: altre (come Verona) conservano monumenti più notevoli, ma solo Susa presenta una tipologia di vestigia così varia: porte, mura, archi, torri, acquedotto, anfiteatro e una zona di scavi.

Arco di Augusto: eretto in occasione del patto tra Cozio e l'imperatore Augusto (8 a.C.).
Acquedotto romano: risalente al IV secolo, ne rimangono due arcate nei pressi del castello.
Porta Savoia (o del Paradiso): E' la meglio conservata fra le tre porte tardoromane visibili della città, di cui del resto è il simbolo (compare infatti, stilizzata, nel suo stemma). Chiamata Savoia in riferimento alla regione geografica e non (come si potrebbe credere) alla casata, fu costruita nel III sec d.C. con le mura di cinta (di cui sono ancora visibili resti significativi delle numerose torri circolari). E' stata ripetutamente rimaneggiata, ma rimane ancor oggi singolarmente suggestiva.
Anfiteatro Romano: ellittico, risale al II-III secolo d. C.
Castello: s'innalza nei pressi della reggia coziana e fu sede dei diversi signori di Susa (oggi ospita l'Archivio storico, la Biblioteca Civica e il Museo).
Torre Civica: sorge sui resti di una delle torri della porta tardoromana denominata "Taurinensis" o "del Piemonte". Accanto si trova il palazzo duecentesco un tempo proprietà della famiglia de' Bartolomei.
Gli edifici ecclesiastici aperti per l'occasione sono: Chiesa di San Giusto (risale al sec. XI e ha subìto numerosi rimaneggiamenti, interessanti l'interno recentemente restaurato e l'imponente campanile), Chiesa di San Francesco (del XIII secolo, ha forme romanico-gotiche e conserva preziosi affreschi. Interessanti i due chiostri del convento), Chiesetta della Madonna delle Grazie (opera barocca dell'architetto Carlo Andrea Rana, è anche Sacrario dei Caduti per la Patria), Chiesa del Ponte (dedicata alla Madonna della Pace, è il più bel monumento barocco della città) e Chiesa di Santa Maria Maggiore (è del X secolo ed la più antica chiesa di Susa. Nel 1749 stata chiusa al culto e adibita ad abitazione civile. Il campanile è stato restaurato dal Comune, che ne è il proprietario).
Notevole, in ultimo, il complesso di rocce coppelliformi (il più ricco del Piemonte). Si tratta di canali a forma di scodella scavati nella roccia, il cui utilizzo era legato a riti druidici.

Giungendo a Collegno l'approccio - è il caso di dirlo... è proprio "regale", perché fra i suoi tanti tesori spiccano alcune gemme volute dai Savoia. Visita guidata, inoltre, al Parco "Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa": polmone verde della città, in cui si conserva e si sviluppa un patrimonio arboreo e faunistico che nel corso degli ultimi anni è andato notevolmente arricchendosi.

Castello Provana: edificato da Umberto II di Savoia nel 1171, subì rifacimenti e ampliamenti nel corso dei secoli. L'ultimo, su progetto attribuito al Guarini, risale al XVIII secolo. Fu residenza dei conti Provana di Collegno.
Certosa Reale: fondata nel 1640 da Cristina di Francia, duchessa di Savoia e prima Madama Reale, si estende su una superficie di quattro ettari circa e dalla metà del XIX secolo (e fino al 1996) assolse la funzione di ospedale psichiatrico. Nacque come una delle cappelle dell'Ospedale Psichiatrico la Sala delle arti ora adibita a luogo di mostre e convegni.
Portale della Certosa: progettato da Filippo Juvarra, fu realizzato solo nel 1737. Celebra le nozze di Carlo Emanuele III con Elisabetta di Lorena.
Villaggio Leumann:
voluto alla fine del XIX secolo da Napoleone Leumann, fondatore dell'omonima manifattura, per ospitare gli operai che vi lavoravano. Insieme a quello di Rossi di Schio (Vicenza) e Crespi di Capriate d'Adda (Bergamo), è uno dei rari esempi di villaggio operaio che si sia conservato in Italia.
Interessanti anche le tre chiese di Santa Croce (del XVI sec., ha il pregevole altare di San Giovanni Nepomuceno), di San Lorenzo (edificata tra il XVII e il XVIII sec., ha pianta a croce latina e conserva affreschi del pittore Nicola Arduino, che con il Casanova affrescò la basilica di Sant'Antonio a Padova) e di Santa Maria del Ponte e della Madonnina: ultimata nel XVIII secolo, secondo la tradizione fu voluta dai collegnesi dopo la vittoria sui Francesi del 1706, per adempiere a un voto.

Non è da meno l'antica ed illustre Carignano, di cui va senz'altro segnalata, sia pur brevemente, la visita attraverso

Percorso medioevale - La città presenta un interessante impianto urbanistico d'età medioevale, ancora ben conservato: piazze, case porticate e palazzi nobiliari testimoniano l'importanza del borgo, fino al Cinquecento dotato anche di un imponente sistema di difesa. Lungo il reticolo viario si affacciano notevoli esempi di edilizia medioevale. In ruta dei Provana alcune case porticate; nel quartiere dei marchesi di Romagnano i resti delle fortificazioni (progetto di Vittorio Vittozzi) e la torre, eretta nel 1229: sulla via di Rivellino, un balcone tardogotico in legno; nel borgo vecchio, Palazzo Provana di Collegno (balconi del '500, soffitto a cassettoni) e la cosiddetta "Casa di Renato di Savoia" (terrecotte); in piazza San Giovanni, Casa Portoneri.
Piazza San Giovanni: storia ed evoluzione della medioevale piazza delle Erbe e degli edifici che la circondano. Da notare il Palazzo della Comunità, modificato nel Settecento dall'architetto Baroni di Tavigliano, che all'interno presenta pregevoli stucchi del luganese Papa; Casa Gianazio di Pamparato e Palazzo depinto (affreschi del Cinquecento); Casa Portoneri (terrecotte). Completa lo spazio della piazza l'imponente mole del duomo (metà del Settecento) dedicato ai Santi Giovanni Battista e Remigio: capolavoro di Benedetto Alfieri, è decorato con affreschi di Alberto Gaidano, un bassorilievo del Bernero e sculture del Bollino.

Osasio mette in mostra, in un pittoresco angolo naturale di località Borgonuovo, un vecchio mulino ad acqua utilizzato fino agli anni Cinquanta sfruttando l'energia motrice della bealera Angiale. Fra il resto, propone poi la visita di alcune chiese:

Parrocchiale della Santissima Trinità: edificata nel 1662 sul sito di una preesistente cappella del XV secolo, intorno al 1730 fu ampliata con abside e campanile e successivamente con le sacrestie. L'esterno, in mattoni a vista, colpisce per l'equilibrio e la linearità della facciata; all'interno, a navata unica, degni di nota la tela di San Chiantore raffigurante la Trinità (1855) e la decorazione della cupola sovrastante il presbiterio (1858).
Chiesa dei Battuti: costruita nei primi decenni del Settecento, ha sobria facciata tardobarocca in mattoni a vista sormontata da un particolare frontone di forma semiellittica.
Chiesa di San Rocco: l'esistenza è documentata fin dal 1533, anche se la dedica a San Rocco è forse successiva alla peste del 1630. Ampliata e restaurata nel 1830 a cura della famiglia Ferrero, cui ancor oggi appartiene, sulla facciata presenta due affreschi di fine Ottocento raffiguranti san Rocco e Maria Ausiliatrice.
Cappella della Madonna dei sette dolori: è la cappella quattrocentesca del cimitero, dedicata all'Addolorata. L'interno è impreziosito da alcuni affreschi (anche cinquecenteschi), purtroppo in parte deteriorati. Alla comunità di Osasio appartiene inoltre una pregevole tavola con l'Annunciazione, di epoca rinascimentale, in origine custodita in questa cappella.

Cosa riserva, infine, la tappa a Virle Piemonte? Telegraficamente:

Chiesa Parrocchiale di San Siro: eretta tra 1733 e 1735 su una preesistente costruzione del XII secolo di cui si conserva il campanile romanico. All'interno: affreschi e dipinti d'epoca e, ai lati dell'altare maggiore, le cappelle appartenute alle due famiglie nobili del paese.
Castello già del Conte Piossasco di None: costruzione edificata nelle forme attuali nella seconda metà del Settecento, rimaneggiando radicalmente un edificio preesistente.
Notevole la decorazione del salone di rappresentanza, affrescato dai pittori Giuseppe e Niccolò Dallamano.
Chiesa di San Bernardino:
eretta nel secolo XVI, notevoli le linee architettoniche e l'elegante campanile.
Castello dei Marchesi Romagnano: costruzione del secolo XIII.
Originariamente circondato da giardino cinto di mura.
Piazza dei forni: elegante piazzetta incuneata tra la chiesa parrocchiale, il palazzo comunale e il castello dei Romagnano. Lo splendido colpo d'occhio sul centro storico comprende il castello dei Piossasco di None.


Per saperne di più:

http://www.provincia.torino.it

Montanaro:
Comune: Via Matteotti 13, tel. 011-9160102 o 011-9160780
Pro loco: Via Matteotti 13, tel. 011-9192526

San Benigno Canavese
:
Comune: Piazza Vittorio Emanuele II, tel. 011-9880100
Pro Loco: tel. 011-9887177 fax 011-9959338

Susa:
Comune (Ufficio Cultura e Turismo), via al Castello 16 o
via degli Archi 2, tel. 0122-622694
Pro Loco: Corso Inghilterra, tel. 0122-622470
http://www.edera.com/Valsusa/Susa

Collegno:
Comune: Ufficio cultura Piazza della Repubblica
tel. 011-4015222
Punti di informazione:
Stazionetta, corso Francia 326;
ingresso Castello, via Alpignano 2
viale XXIV Maggio angolo via Verdi, Leumann
http://www.comune.collegno.to.it

Carignano:
Comune, Ufficio Cultura: tel. 011-9698441/42

Osasio:
Comune: Piazza Castello 13, tel. 011-9793038

Virle Piemonte:
Comune: tel. 011-9739223 fax 011-9738119

Rita Rutigliano


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