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Educazione alimentare, professori ed allievi a scuola di cibo

22 febbraio 2000

Torino - "Comunicazione ed educazione alimentare" è il titolo di un progetto, presentato nei giorni scorsi a Torino nella prestigiosa cornice di Palazzo Cavour, predisposto da Regione Piemonte e Slow Food Arcigola per la formazione di insegnanti e studenti delle scuole piemontesi. Un'iniziativa d'importanza tutt'altro che trascurabile, dato che - come hanno ricordato il presidente della Regione Enzo Ghigo e il presidente di Slow Food Carlo Petrini - "il 35% dei giovani piemontesi è in sovrappeso e il 40% non pratica attività sportiva. Educarli a mangiar bene è un elemento coadiuvante nel più ampio percorso culturale, ed è insieme anche un elemento atto a difendere la loro salute. L'efficienza fisica, il rispetto del proprio corpo, il piacere del gusto ed il gusto di piacere sono un contributo alla prevenzione di mode dannose e trasgressive come le pastiglie, le droghe e l'alcool''.

In breve, ha concluso Petrini, "si tratta di un'operazione non soltanto educativa, ma di natura strategica in senso economico e sociale perché tesa ad essere d'ausilio all'agricoltura e nel contempo condurre alla riscoperta delle proprie radici culturali. Il che significa anche trasmettere alle nuove generazioni saperi e sapori troppo spesso dimenticati o addirittura sconosciuti, riappropriarsi d'un cordone ombelicale, quello con la terra, che ahimè è stato reciso. La società ha l'obbligo di ricostruirlo, rispettando coloro che ne sono gli artefici primari. Cioè i contadini, gli artigiani, i produttori...".

Nato nell'ambito del Programma interregionale "A scuola con gusto. Naturalmente italiano" promosso dal Ministero per le Politiche Agricole, il progetto prende le mosse da una precisa consapevolezza: il ruolo fondamentale che la realtà agricola ed agroalimentare ha nell'economia del Piemonte, territorio che senza dubbio anche in questo campo può vantare significative produzioni tradizionali.

Obiettivo dell'iniziativa, da raggiungere con la collaborazione dei Provveditorati agli Studi delle otto province: introdurre nelle scuole una didattica dell'alimentazione e del cibo. Triplice l'intento: "favorire la maggior conoscenza dell'agricoltura piemontese e delle attività tradizionali ad essa collegate, affinché sia considerata un'importante risorsa economica e uno strumento di tutela del territorio", "contribuire a sensibilizzare gli insegnanti, invogliandoli ad occuparsi di educazione alimentare con i loro allievi e a creare proposte didattiche interdisciplinari" e "indirizzare i giovani verso una scelta lavorativa nel settore agricolo, dove è sempre più necessaria la presenza di operatori preparati".

Il corso si sviluppa in due fasi. La prima è rivolta alla formazione e all'aggiornamento di circa 900 insegnanti di scuole d'ogni ordine e grado: è condotta da docenti universitari e da esperti ed operatori del settore agroalimentare (dai panettieri agli artigiani del torrone, sono stati scelti da Slow Food per la loro esperienza e professionalità).

Per gli insegnanti sono previsti cinque incontri monografici di tre ore ciascuno, che inizieranno con un'analisi generale del prodotto (aspetti merceologici, storici, nutrizionali e produttivi) e termineranno con una degustazione guidata. Le lezioni tratteranno i seguenti argomenti:
1) Il riso, gli altri cereali e i loro derivati
2) Alimenti d'origine animale: la carne e gli insaccati
3) Alimenti d'origine animale: il latte e i formaggi
4) I prodotti ortofrutticoli piemontesi
5) La nocciola Piemonte e i prodotti dolciari

Durante la seconda fase, che si svolgerà nel prossimo anno coinvolgendo circa 27.000 studenti, Regione e Slow Food sosterranno gli operatori scolastici nella realizzazione di "Percorsi di educazione alimentare" i loro allievi, mettendo a disposizione le proprie conoscenze nel campo della cultura alimentare e creando collaborazioni con la vasta rete di artigiani presenti in Piemonte.

Agli insegnanti che partecipano al corso sarà fornito materiale didattico, a supporto e approfondimento degli argomenti trattati. Tra il resto riceveranno i due volumi delle "Strade del gusto in Piemonte" messe a disposizione dall'editrice "La Stampa", la pubblicazione "Dire fare gustare. Percorsi di educazione alimentare del gusto nella scuola" e un manuale di merceologia sui prodotti piemontesi del settore agroalimentare (entrambi editi da Slow Food) e il kit didattico realizzato dal Ministero per le Politiche Agricole (un cofanetto intitolato "Cultura che nutre" con tre volumi dedicati rispettivamente a "La terra, il frutto, il mercato", "Mangio dunque sono", "A tavola con gusto e cultura").

Ecco il calendario dei corsi, totalmente gratuiti:
* giovedì 25 febbraio a Fossano (CN), all'Istituto Agrario Statale
* giovedì 9 marzo a Torino, all'Istituto Alberghiero "Colombatto"
* martedì 28 marzo a Torino, all'Istituto "Grassi"
* martedì 14 marzo ad Alessandria, alla Scuola Media Statale "Cavour"
* lunedì 20 marzo a Biella, presso la Città Studi
* mercoledì 5 aprile a Verbania
* lunedì 10 aprile a Novara, presso l'Istituto "Bonfantini"

Per saperne di più:
Assessorato regionale all'Agricoltura, tel. 011-4322505
Slow Food, Franca Chiarle (coordinatrice), tel. 0172-419628
http://www.slowfood.it

R. R.


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