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Sulle orme di Paperone

7 nov 2000

Il Piemonte non sarà il leggendario Klondike ma, nel suo piccolo, offre molte possibilità ai cercatori d'oro. Sono tanti coloro che amano trascorrere il proprio tempo libero "setacciando" i fiumi alla ricerca delle preziose pagliuzze. E i fiumi della regione subalpina sono, in questo senso, tra i più generosi d'Italia: basti pensare che la Dora deve il suo nome alla notevole quantità d'oro che si poteva trovare tra i suoi sassi.
La febbre dell'oro è certamente una "malattia" che colpisce persone particolari, donne e uomini romantici, quasi personaggi di romanzi d'altri tempi. «Quando ho iniziato, tanti anni fa, dicevano che ero un pazzo - afferma Ottavio Lora, presidente dell'Associazione Cercatori d'Oro di Torino - mentre ora siamo in tanti ad avere questa passione e a trascorrere giornate intere sulle rive dei fiumi».

L'avvicinamento del signor Ottavio verso questo interesse è avvenuto come naturale conseguenza della sua passione per la ricerca dei minerali. Si può dire che sia stato uno dei pionieri di casa nostra e, nel 1981, ha dato il via ai primi campionati italiani dei cercatori d'oro. Campionati che hanno riscosso un gran successo ed hanno messo in luce molti nuovi talenti. Ne è riprova il fatto che gli italiani sono Campioni del mondo di ricerca al setaccio da circa 6 anni.

Le associazioni che riuniscono i cercatori piemontesi contano molte adesioni, soprattutto nella provincia di Biella (dove il prossimo anno si svolgerà il campionato europeo). Tra gli iscritti si trovano persone di ogni età, anche se i giovani non sono numerosi: «Forse perché la ricerca dell'oro, che è considerevolmente faticosa, richiede un notevole impegno - spiega il signor Ottavio - e i giovani preferiscono dedicare tutto il loro tempo libero ad attività che ritengono più piacevoli». Molte le donne, che pare siano veramente brave e che periodicamente si riuniscono per confrontarsi in appositi campionati. La signora che attualmente detiene il titolo di campionessa italiana è una torinese.

Che cosa deve avere il perfetto cercatore del nobile metallo che è sinonimo di ricchezza? Gli "esperti" del settore suggeriscono tre cose fondamentali: un paio di stivali di gomma, la "goldpan" e tanto entusiasmo. La goldpan, letteralmente la "pentola d'oro", è un oggetto nato con la febbre dell'oro ed è una sorta di grande piatto necessario a trovare le pagliuzze del prezioso metallo.

Infine, quel che serve è un fiume. In Piemonte ce ne sono molti, ma il più adatto allo scopo pare essere l'Orco, anche se è possibile trovare l'oro persino nel Po. Una lista completa e dettagliata dei corsi d'acqua adatti ai nostri particolari cercatori è presente su Internet nel sito
http://www.fiumi.com/oro.html. Molte indicazioni si possono trovare anche all'indirizzo
http://utenti.tripod.it/goldprospecting/indice.html
il primo sito web italiano dedicato ai cercatori d'oro. Qui, tra gli altri argomenti, sono indicate le case produttrici di accessori per la ricerca, i libri e le riviste. Inoltre c'è uno spazio riservato ad affascinanti racconti, reali o fiabeschi, sul tema.

Per saperne di più:
Associazione Cercatori d'Oro Torino:
corso Belgio 105, Torino - tel. 011-8987002
Museo Storico dell'Oro Italiano:
Predosa (Alessandria) - tel. 0143-873176
http://www.fiumi.com/oro.html
http://utenti.tripod.it/goldprospecting/indice.html


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