|
Museo di Arti Decorative, bilancio di un anno
Torino - Bilancio 2000 nettamente positivo per il Museo di Arti Decorative: aperto nell'ultimo scorcio del 1999 dalla Fondazione Pietro Accorsi, nell'omonimo palazzo di via Po, ha già visto soffermarsi nelle sue sale circa 35 mila persone e trovato un'incontestabile conferma alla validità della sua proposta culturale.
E' un museo giovane, aperto al dialogo con le altre istituzioni, che - puntando sui servizi ai visitatori - ha rapidamente scalato la classifica: in un solo anno di vita, s'è affermato al quinto posto nelle preferenze di visita degli abbonati ai musei torinesi. Inserita così fra quelle più visitati della città, quest'attivissima istituzione è diventata uno dei fiori all'occhiello del capoluogo subalpino.
I giudizi raccolti nel libro firme del museo dimostrano che gli indici di gradimento sono alti. Studenti, insegnanti, esperti d'antiquariato, turisti italiani e stranieri - ma anche semplici curiosi ed appassionati d'arte - hanno visitato il museo e dichiarato di volerci ritornare.
Nel corso dell'anno le visite guidate alle notevoli collezioni di mobili, ceramiche e argenti del '700 sono state arricchite e completate da visite tematiche studiate per approfondirne aspetti particolari. E poi, al suo attivo: l'alternarsi d'esperti di fama in conferenze che hanno analizzato nei minimi particolari alcuni tra i suoi oggetti più importanti, numerosi concerti serali e infine il varo di corsi di storia dell'arte e dell'antiquariato (sia di carattere divulgativo sia d'alto livello scientifico).
Giustamente soddisfatto il direttore del museo, Aldo Cottino. Che afferma: «L'obiettivo è presentarsi come museo vivo e propositivo, ben inserito nella realtà culturale torinese. La risposta del pubblico nei confronti di queste attività d'intrattenimento e approfondimento è stata ottima. Sono stati coinvolti oltre 5 mila visitatori, e quasi tutti hanno chiesto di essere regolarmente informati sulle nostre proposte».
Accanto all'attività istituzionale il Museo Accorsi ha già presentato un fitto programma di mostre temporanee, aperto con la rassegna La Seduzione della Natura. Natura morta in Piemonte tra '600 e '700. Realizzata anche grazie all'intervento della Regione Piemonte, espone fino al prossimo 14 gennaio sessanta quadri di natura morta piemontese, affrontando un tema non facile, poco studiato e poco valorizzato. Per giunta è stata anche l'occasione per promuovere il restauro di alcune opere, perché - ricorda il presidente Giulio Ometto - «impegno della Fondazione è stato fin dal suo inizio quello di contribuire alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici».
Museo di Palazzo Accorsi, gli elementi d'un anno di successi
Apertura tutti i giorni dalle 10 alle 20, e il giovedì fino alle 23
3000 pezzi esposti, appartenenti ad un'epoca che va dal XVII alla fine del XIX secolo. Tra i più interessanti: il doppio corpo firmato da Pietro Piffetti (1738), in legni rari, avorio, tartaruga e madreperla; una ricca collezione di cristalli Baccarat; uno spettacolare servizio da tavola in porcellane, 160 pezzi della manifattura Frankenthal, datato 1772; una vasta collezione di argenti, in gran parte piemontesi; un doppio corpo in maiolica di Pesaro di stile neoclassico, unico nel suo genere; quadri di Vittorio Amedeo Cignaroli, Pierre-Charles Tremolières, Jacob Ferdinand Voet
Sei diverse visite a tema proposte il giovedì sera
Laboratori per bambini e genitori ogni venerdì pomeriggio
10 concerti che hanno dato modo di ascoltare musiche di Bach, Donizetti, Gounod, Mozart e Rossini negli splendidi ambienti della Fondazione
Itinerari didattici per ogni tipo di scuola. Pensati per stimolare la capacità d'osservazione dei visitatori più giovani, li hanno coinvolti nella scoperta della collezione in modo giocoso e divertente
Corsi di pittura e di antiquariato, organizzati in collaborazione con l'Associazione culturale Domus Aurea di Padova.
7 pubblicazioni dedicate al museo, alla sua collezione ma anche a ricerche artistiche di più ampio respiro
|
|
 |








|